Conferenza stampa con Roberto Mazzotta, Corrado Passera, Alessandro Profumo

Press Meeting

Oggi alle 16:30, appena concluso l l’incontro “Più che regole, ruoli”, i tre relatori (Roberto Mazzotta, Presidente Banca Popolare di Milano, Corrado Passera CEO e Amministratore Delegato Banca Intesa, e Alessandro Profumo, Amministratore Delegato UniCredit ) si sono brevemente incontrati con i giornalisti.
Tutti hanno concordato nel sostenere che certo non può dirsi concluso il processo di aggregazione avviato anni fa, anche se nel decennio passato è stata fatta in Italia una riorganizzazione molto forte. Profumo ha fatto notare come oggi le aziende bancarie italiane siano ancora mediamente più piccole (sia in termini di capitale attivo che – ben più importante – di capitalizzazione in borsa) di quelle europee. Non è dissimile invece, come ha sostenuto Passera, il livello di consolidamento raggiunto in Italia: bisogna stare attenti a non considerarci come gli ultimi della fila. Inoltre, per una banca, la dimensione oltre un certo limite non è un valore in sé: il problema è se essere performanti o meno, non grossi o piccoli. Questo stesso concetto è stato espresso anche da Mazzotta, che ha posto l’accento sulla capacità di rispondere alle reali esigenze di mercato: la questione primaria è di essere capaci di guardare alla realtà economica di fronte a sé.
L’attualità del caso Alitalia ha portato a far riflettere sull’idea di fallimento: per Profumo il tema fondamentale non è far fallire l’impresa (“leggi distruggerla”), ma far fallire l’imprenditore perdente e salvare l’impresa, tutelando il bene sociale che essa rappresenta. Per come è impostata la legislatura oggi, invece, a una banca conviene tenersi molto lontana da un’azienda che stia dando segnali negativi: gli istituti di credito, infatti, rischierebbero di venire coinvolti in cause di bancarotta o bancarotta fraudolenta. Dunque ognuno deve fare la propria parte, e si smetta di dire che le banche hanno ricoperto un ruolo primario nei fallimenti di Cirio e Parmalat: fino a prova contraria sono gli imprenditori che ne hanno la responsabilità. Mazzotta è intervenuto sul tema dicendo che il sistema imprenditoriale italiano è un settore su cui “si piange troppo e si analizza troppo poco”: è necessaria una “profonda spinta riformatrice” (così si è espresso Profumo) perché si possa ritrovare fiducia. È questa, più che qualcosa di carattere tecnico, la priorità di oggi: ritrovare fiducia nelle istituzioni, nel proprio futuro, nel proprio sistema.

P.S.
Rimini, 24 agosto 2004