“Ciò che in crisi è l’uomo”

Press Meeting

“Nei dibattiti mediatici italiani, in questi tempi soprattutto, ti domandano tu con chi stai? Voi invece questo non lo fate, qui conta chi sei e cosa pensi”. È l’esordio dell’intervento di Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, stamattina alle 11.15, all’Eni caffè letterario, padiglione A3 del Meeting di Rimini. Ad intervistarlo, Alberto Savorana, portavoce di Comunione e liberazione.
Il titolo dell’incontro prende le mosse dal messaggio che papa Francesco ha inviato all’apertura della rassegna riminese. Polito ha aperto l’incontro analizzando il valore positivo del termine crisi: “significa trasformazione, e quando si parla di questo si parla di uomo e non di sistemi”. Ciò che è mancato a una precisa generazione di padri è la capacità di educare i giovani ad affrontare la vita con le sue difficoltà.
Non dobbiamo dimenticarci, ricorda, che “i valori fondanti di una società incidono nella sua capacità di iniziativa, anche economica”. In questo momento di crisi, fondamentale è discutere del tema educativo così com’è trattato nel libro “Contro i papà” che il relatore ha presentato negli ultimi mesi in diverse città d’Italia. “Molti mi hanno interpellato sul perché di questa scelta: non trovo nessuna differenza col tema della politica. Tanti dei problemi che sono presentati oggi come sociali ed economici, rispondono invece a un’esigenza di comunicazione di valori. Alcune indagini confermano che maggiore è il patrimonio familiare, maggiore è la tendenza dei giovani italiani a non impegnarsi con lo studio, la formazione, il lavoro”.
Psicanalisi, marxismo e biologia darviniana (le ideologie del ‘900) hanno contribuito a ridurre il principio di responsabilità e di autorità, suggerendo giustificazioni ad ogni tipo di comportamento in un tempo dove flessibilità, competitività e disponibilità alla formazione continua sono di estrema importanza. “Molti ritengono che parlare di educazione oggi in fondo, in fondo sia qualcosa di poetico, i problemi veri sono altri: lo spread, la disoccupazione, il debito e altro” è intervenuto Savorana. “Frequentando i politici, mi sono convinto che l’educazione è il problema fondamentale dell’Italia!” Con questa battuta ironica Polito ha spiegato che di educazione in Italia si parla tanto, fra la gente: solo i media sono estranei a questo dibattito.
“Riflettendo sui problemi fondamentali – prosegue Polito – incontri la realtà e offri le soluzioni giuste alle questioni anche sociali ed economiche. I particolarismi in Italia hanno impedito, almeno negli ultimi dieci anni, qualsiasi tentativo di riforma. Abbiamo oggi la ragionevole certezza che i nostri figli vivranno peggio di noi”. Secondo l’editorialista la logica degli schieramenti in Italia ha fatto grossissimi danni, impedendo un confronto leale e democratico fra le persone nell’affrontare i problemi del Paese. Ad esempio, la mancanza di punti comuni nel dibattito politico italiano desta preoccupazione, perché non permette di trovare soluzioni condivise. “Sono rimasto impressionato dal pregiudizio con cui è stato sollevato il problema del referendum sul finanziamento alle scuole paritarie a Bologna”.
Dobbiamo sperare nell’emergenza, “ci auguriamo che sia la condizione che riaccende lo spirito nazionale e collettivo per mettere la primo posto il bene comune”. “Riprendendo un testo di Benedetto XVI sulla crisi del padre, ho riflettuto quanto ciò impedisca all’uomo di oggi di avere un’idea di Dio come padre, che rinuncia alla sua onnipotenza per puntare sulla libertà dei figli”, ha concluso Polito. “La libertà così concepita è il motivo per cui il messaggio cristiano continua ad avere, per tutti, una forza straordinaria”.
A proposito di pregiudizi, il relatore ha lanciato, tra l’altro, questo slogan: “Se lo conosci (il Meeting), lo frequenti”.

(G.L., A.S.)

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