Chiedo scusa al signor Gaber

Press Meeting

Nel ricordo degli straordinari incontri del grande cantautore milanese con il pubblico del Meeting, cresce l’attesa per lo spettacolo “Chiedo scusa al signor Gaber” il 21 agosto alle 21.45 all’Auditorium D5, con Enzo Iacchetti e la Witz orchestra e al pianoforte il maestro Marcello Franzoso. Seguiranno un’intervista e un video a cura di Massimo Bernardini.
“Serata Gaber”, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber, che è molto più di un “concerto”. Le canzoni vengono stravolte, riscritte e “contaminate” con citazioni e riferimenti alla musica italiana contemporanea e diventano un’esilarante helzapoppin che esplode in “Com’è bella la città”, tormentone a base di Expo in salsa “New York New York”, o in “Barbera e champagne”, in cui irrompe la citazione rap di Jovanotti. L’apice surreale è Porta Romana, che diviene “Porto Romana” e si intreccia con “Vengo anch’io” di Jannacci.
Il popolare Signor Enzino, che dal 1994 conduce insieme al Ezio Greggio “Striscia la notizia”, ha voluto questo spettacolo con l’intento di “far sì che chi conosce Gaber non lo dimentichi mai e chi non lo conosce possa sapere quanto fosse bravo, inimitabile e irraggiungibile”.
Uno spettacolo che nasce da un incontro, quello con Gaber, diventato una solida amicizia.
“Eravamo amici, la famiglia Gaber mi chiedeva da tempo di fare un omaggio a Giorgio. Ma volevo che fosse una cosa originale. Ho pensato di prendere il primo Gaber, quello della tv in bianco e nero, di canzoni come “Barbera e Champagne”, “Torpedo blu”, e manipolarle inserendo versi di oggi. Un lavoro bello, fatto con perizia, come costruendo un repertorio gaberiano ma appartenente a Enzo Iacchetti. Sono contento perché ci ho messo anche del mio, sentendo la mancanza di Gaber, e mi sembrava giunto il momento giusto per una tournée e un disco. Un omaggio particolare per il modo in cui le interpreto, ma penso che lui si sia divertito”. 
Iacchetti ha dichiarato di sentirsi come “un missionario per conto di Gaber”. “Vorrei che i giovani conoscessero le sue canzoni, Anche il mio è un modo per farle conoscere, canzoni più leggere, ma già d’avanguardia quando le cantava in tv. Il Ceruti Gino, il Riccardo, raccontavano già che le osterie si stavano trasformando in pub e sale giochi”.  
“Mi piacerebbe sapere cosa penserebbe oggi Gaber della situazione italiana”, aggiunge. “Lui sapeva affrontare il momento sociale. Lo andavamo a vedere per sentire cosa ci proponeva di fare, come la pensava lui. Ora sentiremmo volentieri le sue proposte in questo marasma politico sociale, ma il suo pensiero è rimasto, sempre contro le ideologie, aperto al confronto”.

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