Arriverà in Ue l’appello per i cristiani perseguitati

Press Meeting

Il tema del Meeting 2013, “Emergenza uomo”, trova piena rappresentazione e proposta nell’appello per i cristiani perseguitati firmato oggi dal cardinale Juan Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, dall’indonesiano Azyumardi Azra direttore dei master post universitari dell’Università islamica di Stato di Giacarta, da Paul Bhatti, consigliere speciale per le minoranze religiose del premier del Pakistan e dall’ex ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini.
La sigla è arrivata al termine della conferenza stampa, nella quale i neo firmatari hanno illustrato i temi che affronteranno nell’incontro “La libertà religiosa, via della Pace”, in programma alle 17:00 nell’Auditorium D 5.
L’ex ministro Frattini ha subito sottolineato urgenza e drammaticità del problema: “In tutto il mondo centinaia di migliaia di persone sono uccise a causa della loro religione. E sono duecento milioni i cristiani perseguitati. La libertà religiosa è sancita come diritto basilare dell’uomo nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. Non lo dobbiamo dimenticare, ma garantirla e promuoverla”.
“L’Europa deve fare di più in questa direzione – ha continuato Frattini – invece la Ue affronta la cosa con una politica timida, burocratica e di scarso impegno pratico. Mi auguro che il semestre a guida italiana si occupi non solo dei gravissimi problemi dell’economia, del lavoro, dell’occupazione, ma anche della libertà religiosa. Non ci devono più essere sentenze che impediscono di esporre il crocefisso in un’aula scolastica. L’appello che abbiamo siglato – le firme saranno consegnate a Bruxelles all’inizio della presidenza italiana – è uno strumento in grado di dare una forte indicazione in questo senso”. Ed è da ricordare come il primo firmatario, nella giornata inaugurale del Meeting, sia stato l’attuale presidente del Consiglio Enrico Letta.
Secondo Tauran, quando parliamo di libertà religiosa, parliamo di un diritto inalienabile di ogni persona. “Ogni uomo deve essere libero di scegliere il proprio credo e questa libertà rappresenta una straordinaria ricchezza per ogni società: sia per credenti sia per i non credenti – ha spiegato il presidente del Pontificio consiglio per il dialogo tra le religioni – valori universali come servire il prossimo, fanno crescere nella sua umanità la persona e tutta la collettività. Questo è il “capitale” che la comunità dei credenti mette a disposizione della società. È l’impegno di chi sa amare anche chi lo considera un nemico e vive la carità anche nei suoi confronti”.
Bhatti ha quindi brevemente descritto quanto accade in Pakistan, ricordando come suo fratello sia stato vittima dell’odio e dell’intolleranza religiosa: “Nel nostro Paese lottiamo ogni giorno per la liberta religiosa. In occidente non si arriva a uccidere per queste motivazioni, ma in altri luoghi è considerato giusto uccidere o morire, pensiamo ai kamikaze islamici, in nome di Dio. In Pakistan tanti bambini vengono cresciuti da scuole religiose con questa convinzione. Ogni giorno vediamo cristiani e persone di altre minoranze maltrattate, emarginate, uccise”.
Arriva, invece, dall’Indonesia l’opinione di Azyumardi Azra: “La mia nazione è il maggior Paese a popolazione mussulmana del mondo, dove sono riconosciute e accettate sei religioni diverse. I casi d’intolleranza sono sporadici e non rappresentativi della nostra società. Nell’Islam non c’è coercizione, lascia all’uomo la libertà di scegliere il proprio credo, ma devo dire che in altri paesi non si è stati all’altezza degli insegnamenti del Corano. In molti luoghi la situazione è molto diversa dall’Indonesia, un Paese realmente democratico, dove diamo a tutti le stesse opportunità. Per esempio, l’ambasciatore presso la santa sede è musulmano, quello in Italia cattolico”.
Al termine dell’incontro con la stampa, rispondendo a una domanda dei giornalisti presenti Frattini si brevemente soffermato anche sulla situazione politica in Italia: “Oggi sono un osservatore di quanto accade nel mondo politico, ma credo che questo governo debba continuare ad assolvere il suo compito nell’interesse degli Italiani. Attendiamo risposte su Imu, Iva, disoccupazione, lavoro e riforma della giustizia. Forse i referendum su questo tema sono lo strumento per cambiare ciò che la politica non è riuscita a fare. Ho accolto con piacere le parole del ministro Cancellieri sul tema dell’amnistia. Insomma, guardando all’interesse del Paese non vedo ragioni per fare cadere questo governo”.

(C.B.)

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