20. La Straniera

Press Meeting

“Chi non si è sentito descritto nella vita dalle parole di Eliot: ‘Bestiali, carnali, egoisti, interessati e ottusi come sempre (…) ma sempre in lotta; spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi, attardandosi, tornando’ con le quali don Giussani ci ha educato all’amore alla chiesa e alla realtà?” Così Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione per l’amicizia fra i popoli, apre “La Straniera”, spettacolo inaugurale della ventinovesima edizione del Meeting.
La parola passa al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Ed è quasi una testimonianza. “La mia presenza al Meeting è legata alla mia esperienza personale, perché è un luogo dove mettere alla prova e arricchire la mia fede”. “Eliot – continua – è un poeta profondamente religioso e cristiano, tanto da battersi per il cristianesimo in una fase di declino. Sfida la corruzione della modernità con la poesia, cosciente che ‘solo il sacro può salvare il figlio dell’uomo dalla disfatta’”.
Gli archi dell’orchestra dal vivo che suona le musiche originali di Marco Poeta, introducono subito il numeroso pubblico – tutto esaurito nell’Arena Ferrovie dello Stato – ad uno spettacolo innovativo. Il regista Otello Cenci ha voluto mettere in scena le parole di Eliot attraverso diversi strumenti: la musica, la proiezione di immagini su due grandi fondali e la parola, attraverso la voce di attori della portata di Lucrezia Lante della Rovere, Giancarlo Giannini, Massimo Dapporto e Alessandro Preziosi. Si è voluto riproporre la storia che ha portato Eliot a scrivere i Cori da La Rocca. Nel 1934 il vescovo di Londra Martin Bell affidò all’attore Martin Brown la creazione di uno spettacolo per raccogliere fondi per costruire chiese: Brown lavorò per questa opera insieme ad un amico e a circa trecento attori dilettanti. Recitando all’interno di incredibili scenografie virtuali, Giovanni Battaglia (nelle vesti di Brown) e l’amico Maurizio Schmidt ripropongono il medesimo percorso, fatto di entusiasmo e sconforto, ma sempre comunque sostenuto dallo scopo: costruire la Chiesa. Spesso la scena lascia spazio alle parole di Eliot, filo conduttore, guida e richiamo allo scopo. I quattro grandi attori sono stati registrati mentre leggono passi scelti dell’opera in luoghi suggestivi come la chiesa di San Vito a Recanati, la cappella degli Scrovegni di Padova e Fabriano.
Il racconto è semplice, ma l’effetto di un climax, di un incalzare continuo, con “la Rocca che si avvicina, la Straniera, Colei che vede ciò che è accaduto e ciò che accadrà”. Gli attori arrivano così alla serata della prima. Tutti si preparano. Sullo schermo viene proiettato il teatro. Gli attori sono girati di spalle come se stessero sul palco di quel teatro e il pubblico in Arena è diventa improvvisamente parte della scena. Eliot interviene nuovamente, attraverso gli interventi virtuali dei grandi attori. Lo spettacolo è finito. Costruito dall’umanità, ma “non nobis domine, sed nomini tuo da gloriam”. La Straniera interviene nella storia, protagonista per costruire insieme all’uomo. Dieci minuti di applausi. Per la Straniera.

Rimini, 24 agosto 2008
(A.P.)