153. Al servizio del cittadino e dell’impresa.

Press Meeting

“Può la pubblica amministrazione mettersi realmente al servizio del cittadino e delle imprese?” Questa la provocazione con cui Enrico Biscaglia, direttore generale della Compagnia delle Opere, ha introdotto la tavola rotonda delle 15 in sala Mimosa B6, chiedendo ai quattro relatori di entrare nel merito di questa provocazione a partire dalla loro esperienza.
Inizialmente si è parlato di sanità. Luciano Bresciani, assessore alla sanità della Regione Lombardia, ha spiegato che “un sistema sanitario complesso come quello lombardo può diventare veramente forte solo se si basa sulla sussidiarietà orizzontale”. Successivamente ha fatto alcuni esempi pratici per dimostrare come la sanità lombarda si stia effettivamente muovendo in questa direzione: “Abbiamo strutturato un sistema di alleanze regionali nel campo della ricerca, dell’economia e della finanza e dell’industria creando una piattaforma regionale per lo sviluppo tecnologico sanitario, dove quattro attori (sistema sanitario, industria, Finlombarda e il sistema universitario) collaborano per lo sviluppo globale del sistema”. Questo approccio si è sviluppato anche a livello nazionale (accordi con diverse regioni italiane) e internazionale (accordi con regioni di diversi stati europei) ed i risultati dimostrano che “l’investimento nello sviluppo tecnologico non è solo un costo ma una leva per la creazione di ricchezza”.
Di sanità ha parlato anche Alberto Daprà, presidente di Lombardia Informatica, trattando il tema della sanità elettronica. “Con la ‘carta regionale dei servizi’, Regione Lombardia da più di dieci sviluppa un sistema dove l’utilizzo dell’informatica applicato alla sanità produce grandi risultati”. Grazie a questo strumento, infatti, “tutti i dati di un paziente sono a disposizione degli operatori che lo devono curare”. I possibili sviluppi di questo processo sono notevoli: “già oggi sarebbe possibile fare le ricette elettroniche, è la normativa che si deve adeguare”.
Giuseppe Tripoli, capo del dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo economico, ha espresso con molta chiarezza il suo punto di vista: “L’ente pubblico deve mettersi dalla parte dell’imprenditore, non contro, semplificando la sua attività”. Molto importante a suo parere il sostegno in particolare alle piccole medie imprese, come ricordato recentemente anche dall’Ue. Quattro i principi ispiratori che guideranno l’attività futura del governo su questo tema: “attenzione alla legislazione (bisogna capire prima quali sono gli effetti che una legge provoca su chi la deve applicare), semplificazione del rapporto con la pubblica amministrazione (dematerializzazione di carte e documenti), aiuto alle aziende in difficoltà e sostegno allo sviluppo, ad esempio aiutando le imprese a fare rete”.
Infine Raffaello Vignali, vice presidente della commissione attività produttive della Camera dei Deputati, ha espresso il suo punto di vista, derivante della sua attuale attività parlamentare e dalla sua passata esperienza di presidente della Compagnia delle Opere. “Qualche anno fa la Nokia venne in Lombardia per valutare l’apertura di un sito. Decisero poi di andare a Lione, perché là in sei mesi avrebbero avuto la certezza di aprire, da noi nella migliore delle ipotesi ci sarebbero voluti tre anni”. Secondo Vignali il problema della pubblica amministrazione in Italia risiede “nell’eccessiva mole di regole e di enti preposti al controllo: per aprire un’officina meccanica entrano in gioco ottanta autorità”. Più che un cambiamento delle regole, pur necessario, ciò che occorre è “una rivoluzione culturale, per cui il privato non è un soggetto da demonizzare, ma da sostenere. L’attività del ministro Brunetta è un tentativo concreto di migliorare la pubblica amministrazione”.
Vignali ha concluso presentando la proposta di un disegno di legge finalizzato ad istituire lo statuto delle imprese, dove saranno contenuti i diritti delle imprese verso la pubblica amministrazione, il fisco e i criteri di apertura di un’attività: “Permesso, licenza e autorizzazione sono parole che dovrebbero sparire dal vocabolario della pubblica amministrazione”.

(M.C.)
Rimini, 28 agosto 2009