140. Invito alla lettura

Press Meeting

All’inizio sta una mostra del Meeting del 2005, anzi due: “Curare e guarire. Occhio artistico e occhio clinico” e “Attraverso gli spazi di una storia. Opere di Marie Michèle Poncet e Dino Quartana”. Le due esposizioni stanno una di fronte all’altra; tra i curatori della prima c’è il medico Giorgio Bordin, attualmente primario nell’ultimo ospedale religioso dell’Emilia-Romagna, l’Ospedale delle Piccole figlie di Parma, appassionato di arte figurativa, artista disegnatore e fotografo d’arte. Poncet e Bordin vengono presentati, si incontrano e nasce un rapporto. Tra le tante cose che si sono raccontati, M. Michèle Poncet mostra al medico un libretto con i suoi disegni che ha fatto durante le degenze in vari ospedali, anche a Milano, dove è stata una paziente di Paola Marenco, responsabile del Centro trapianti di midollo a Niguarda.
Dall’incontro tra i due nasce l’idea del libro, ma deve passare del tempo prima che sia realizzato. Racconta Paola Marenco che introduce la presentazione di quest’opera: “Giorgio e Michèle mi hanno chiesto di scrivere l’introduzione e allora sono partita dalla descrizione della camera d’ospedale di Michèle, tutta piena di acquarelli, e dal suo volto che riempiva e dava un senso alla camera stessa”. Aggiunge: “Ho visto uscire dalle sue mani un’opera d’arte e pensavo che era bello, ma anch’io faccio un’opera da’arte con le mie mani”.

Marie Michèle Poncet per illustrare la nascita del libro racconta la sua vita, gli avvenimenti che all’improvviso l’hanno bloccata brutalmente, come la morte del fratellino, la malattia, e anche l’incontro con don Luigi Giussani che le ha fatto comprendere di cercare Cristo nelle circostanze. “Che cosa cerchi? Chi cerchi?”, era la domanda. Poi ha iniziato la scuola di comunità, il momento di catechesi del movimento di Comunione e liberazione.
“Nei disegni di Michèle ho riconosciuto la mia storia di medico” e allora perché non pubblicarli? Giorgio Bordin racconta le difficoltà di trovare un editore non solo legato al profitto, ma, come è capitato a Michèle nella realizzazione delle sue opere (sculture in bronzo e in marmo), incontrare qualcuno che avesse “amore per la qualità del lavoro e rispetto dell’appartenenza dell’altro”. Superando anche l’obiezione di Felice Achilli, presidente di Medicina e persona, che lo esortava a lavorare alla mostra sulla qualità della persona (mostra ovviamente realizzata!) e non al libro, incontra Eugenio Dal Pane, “patron” di Itaca con il quale, dopo un lungo lavoro, si arriva alla pubblicazione. La collaborazione diventa tanto proficua che nasce anche una nuova collana: “Ars medica”.

Durante la presentazione, sono proiettati sullo schermo alcuni disegni di Michèle Poncet con le sue didascalie che illustrano e spiegano in poche parole la situazione. Tutte situazioni “che fanno vibrare il cuore”, come dice, concludendo Paola Marenco.

(Arc.B.)
Rimini, 29 agosto 2008