
Al Villaggio ragazzi del Meeting un percorso per scoprire il cuore dell’architetto catalano
Chi visita le opere di Antoni Gaudí rimane colpito, prima di tutto, dalla meraviglia. Ma dietro la straordinaria bellezza delle sue architetture c’è molto di più: un uomo dalla profonda vita interiore, un artista che non cercava l’originalità per se stessa, ma voleva rendere visibile la bellezza del Creato e del suo Autore.
La mostra “Antoni Gaudí. Poeta della pietra, collaboratore della Creazione”, curata da Camilla Mastrota e Chiara Graziadei, è uno dei percorsi espositivi più intensi del Meeting di Rimini 2025 (lo troverete nel Villaggio Ragazzi). L’obiettivo? Raccontare non solo il genio dell’architetto, ma l’unità profonda tra la sua vita e la sua opera.
Gaudí, una missione affidata da Dio
Nato il 25 giugno 1852, probabilmente a Reus, in Catalogna, Gaudí riceve il titolo di architetto a soli 26 anni. Poco dopo, nel 1883, viene chiamato a dirigere i lavori della Sagrada Familia, un incarico che lo segnerà per sempre. Anziché limitarsi a proseguire il progetto neogotico iniziale, Gaudí ripensa tutto da capo: le sue forme si ispirano alla natura, i simboli parlano la lingua della fede.
Negli ultimi sedici anni della sua vita si dedica solo a quella chiesa. Sceglie di abitare accanto al cantiere, lavora con ritmi sempre più rigorosi, rinuncia a nuovi incarichi. Vede in quell’opera la sua missione, un compito ricevuto dall’alto. “Collaboratore della Creazione”: così amava definirsi.
Un percorso in quattro tappe
La mostra accompagna il visitatore attraverso quattro tappe, corrispondenti ad altrettanti momenti della vita di Gaudí. Ogni sala presenta immagini, ricostruzioni, citazioni e contenuti multimediali che aiutano a entrare nel mondo di un uomo che non si è mai considerato padrone del proprio talento, ma servitore di qualcosa di più grande.
Dalla scoperta della natura da bambino fino agli anni di solitudine e ascesi spirituale, ogni tappa mostra come la fede sia stata il filo rosso che ha tenuto insieme scelte personali, ricerca estetica e impegno professionale.
Gaudí e la Sagrada, un modello di bellezza e santità
La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente, nel 2024, il valore della testimonianza cristiana di Gaudí, dichiarandolo Venerabile. Un passo importante nel cammino verso la canonizzazione. Ma già oggi il suo esempio parla a tutti: in un tempo che spesso separa fede e lavoro, estetica e verità, la sua figura mostra che l’arte può essere un atto di amore verso Dio e verso il prossimo.
Lo aveva intuito Juan Matamala, tra i suoi primi biografi, definendolo un “poeta della pietra”. Non per lo stile, ma per lo sguardo. Non per l’estro, ma per la profondità.
Vieni a conoscere Gaudí al Meeting 2025
La mostra è visitabile per tutta la durata del Meeting (22-27 agosto 2025). Il 25 agosto alle ore 17.00 presso l’Arena C1, si terrà anche l’incontro “Antoni Gaudí. Poeta della pietra, collaboratore della Creazione” con José Manuel Almuzara, architetto e presidente dell’Associazione pro-beatificazione di Gaudí, e Lorenzo Belli, responsabile del progetto educativo La Nave di Telemaco.
L’evento è a ingresso libero e particolarmente consigliato a genitori, insegnanti ed educatori.
Scopri tutti i dettagli della mostra.
“Chi cerca il senso della vita nel proprio lavoro, in Gaudí troverà un compagno di strada.”







