

Abbracci davanti all’obiettivo
Photo wall: ogni giorno le immagini più significative scattate durante la giornata esposte in Hall Sud
Osservare, cogliere uno sguardo, un istante decisivo e poi raccontarlo “scrivendo” con la luce, nel tempo brevissimo di uno scatto: è questo il lavoro del fotografo.
Al Meeting, tra incontri, mostre e spettacoli, di momenti che vale la pena guardare e immortalare ce ne sono a migliaia, e proprio perché si possa cercare di non perderne neanche uno è presente una nutrita squadra di fotografi che opera per cogliere istanti preziosi e restituirli al pubblico dentro e fuori dalla Fiera.
Per Denis Billi, che da anni mette la sua esperienza di fotografo professionista a servizio del Meeting, il cuore del tempo offerto per fare il volontario sta proprio in questo impeto quasi missionario: «Noi fotografi aiutiamo a diffondere a tutti l’opera che il Meeting fa per il mondo – racconta –, qualcosa di cui magari siamo gli unici testimoni, come è stato chiaro durante l’edizione del Meeting che si è tenuta durante il Covid: pochissime persone erano in presenza ed era chiesto magari solo a me di raccontare a tutto il mondo cosa stava succedendo a Rimini».
Ma non sono solo i grandi eventi a essere oggetto dell’attenzione dei fotografi: anche tanti particolari o volti che magari passano inosservati agli occhi dei più per loro possono essere fondamentali per raccontare quella grande storia iniziata 46 anni fa ma che arricchisce inevitabilmente anche l’oggi e la loro vita quotidiana, tanto che Denis torna ogni anno «per portare a casa e nel mio lavoro ciò che scopro qui donando il mio tempo».
Negli anni il lavoro dei fotografi si è ampliato anche per collaborare con il DonaOra; un esempio ne è il Photowall: una grande parete esposta nella Hall Sud dove ogni giorno vengono esposte le fotografie più belle e significative scattate durante la giornata, istanti di Meeting che possono essere portati a casa scegliendo di fare una donazione al Meeting. Lo testimoniano, tra gli altri, Caterina Fiordi, Giovanni Dinatolo, Marcello Colombo.
Che siano in bianco e nero, a colori, che ritraggano partecipanti o volontari, momenti istituzionali o di cosiddetta «vita Meeting», tutti gli scatti riflettono lo stupore per un posto che «è un bene per il mondo, perché permette incontri e relazioni uniche, che non ci sarebbero possibili in altri luoghi». Denis Billi li definisce degli «abbracci» tra culture, religioni e persone che magari penseremmo distanti, ma che possono fiorire se vengono ritenuti possibili e coltivati.









