




Washington, venerdì 13 febbraio
«Siamo a metà del guado», osserva Aluigi. «Questi viaggi sono fondamentali per allargare il nostro network e consolidare relazioni che negli anni si sono rivelate decisive per il cammino del Meeting».
Dialogo con la Santa Sede: l’incontro con il cardinale Christophe Pierre
Tra gli appuntamenti più significativi, l’incontro con il cardinale Christophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti, legato al Meeting da un’amicizia di lunga data e più volte relatore a Rimini.
Il colloquio ha toccato i grandi temi del momento: la situazione generale negli Stati Uniti, le sfide culturali e religiose, il ruolo della fede in un contesto complesso e in continua evoluzione. «È stato un dialogo intenso, che ci aiuta a capire meglio quali siano oggi le sfide che riguardano l’America e la vita della Chiesa», racconta Aluigi.
All’Ambasciata d’Italia: diplomazia culturale e obiettivi condivisi
La missione è proseguita presso l’Ambasciata d’Italia a Washington, dove Aluigi ha incontrato il vice capo missione Stefano Bianchi e i responsabili dell’area culturale e della public diplomacy.
L’incontro è stato l’occasione per presentare il lavoro del Meeting, condividere temi di interesse comune e verificare possibili ambiti di collaborazione. «Sono appuntamenti importanti», sottolinea Aluigi, «perché in alcuni casi rappresentano conferme, in altri veri e propri passi avanti nel nostro percorso internazionale».
Al Fondo Monetario Internazionale: economia globale e mostra su A.P. Giannini
Particolarmente rilevante la visita al Fondo Monetario Internazionale, dove Marco Aluigi ha incontrato il direttore esecutivo per l’Italia, Riccardo Ercoli, insieme al senior economist Samuele Rosa.
Il confronto si è concentrato sulle prospettive dell’economia globale e sulla possibilità di rafforzare la presenza del Meeting nei contesti internazionali, anche per offrire strumenti di comprensione dei grandi trend economici contemporanei.
Durante l’incontro è emersa anche la possibilità di portare al Fondo la mostra dedicata ad Amadeo Pietro Giannini, fondatore della Bank of America, protagonista di un’esposizione del Meeting 2025. Un’iniziativa che potrebbe rappresentare un ulteriore ponte culturale tra Italia e Stati Uniti.




Incontri con il mondo culturale e dell’informazione
Nei giorni a Washington non sono mancati colloqui con giornalisti ed esponenti del mondo culturale, occasioni preziose per cogliere il clima che si respira negli Stati Uniti in una fase percepita come fluida e complessa.
«È stato importante incontrare persone che vivono quotidianamente questo contesto», osserva Aluigi. «Ci interessa capire la temperatura culturale del momento, perché il Meeting nasce proprio dal desiderio di leggere la realtà senza semplificazioni».
Verso New York: il New York Encounter
Conclusa la tappa nella capitale federale, la missione è proseguita a New York per partecipare al New York Encounter.
L’edizione di quest’anno si apre con l’intervento dello scrittore Colum McCann, tra i protagonisti delle recenti edizioni del Meeting di Rimini, e con un contributo video che coinvolge il cardinale Pierbattista Pizzaballa.
«Saremo presenti per sostenere gli amici del New York Encounter e per continuare questo dialogo che da anni ci lega», conclude Aluigi. «È la stessa possibilità che il Meeting offre ogni anno: riscoprire che la vita può essere qualcosa di meraviglioso».




New York, sabato 14 febbraio
«Everything is waiting for you»
Con l’arrivo a New York, la missione entra nel vivo del New York Encounter, che si è aperto con un titolo suggestivo: “Everything is waiting for you” – tutto ti sta attendendo, tutto ti sta cercando. Un’espressione che richiama il cuore stesso dell’esperienza del Meeting: la realtà come qualcosa che interpella, che domanda una risposta personale, che chiama in causa la libertà e la responsabilità di ciascuno.
L’apertura con Colum McCann: il valore dell’ascolto
La serata inaugurale ha visto protagonista lo scrittore irlandese Colum McCann, già ospite delle ultime edizioni del Meeting di Rimini. McCann ha parlato del valore delle relazioni e dell’ascolto come gesto capace di cambiare il mondo. Al centro del suo intervento, le storie di Rami e Bassam – due padri segnati dalla perdita dei propri figli nel conflitto israelo-palestinese – come esempio concreto di un cammino possibile di riconciliazione.
Particolarmente incisivo il passaggio dedicato agli insegnanti, descritti come coloro che oggi si trovano «sulla frontiera» di questo lavoro paziente di ascolto e comprensione reciproca. Un compito educativo che non riguarda solo la scuola, ma l’intera società. L’apertura ha restituito un clima di intensa partecipazione, confermando la profondità del legame tra il New York Encounter e l’esperienza del Meeting.




Il cardinale Pizzaballa: purificare la fede
A seguire, un intervento di circa venti minuti del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Il suo contributo ha toccato un punto decisivo: la necessità di «purificare la propria fede». Una fede autentica – ha sottolineato – non chiude il cuore, ma lo apre; non irrigidisce, ma rende capaci di ascolto. Se viene da Dio, la fede diventa spazio di incontro, possibilità di riconoscere l’altro non come minaccia ma come interlocutore. Un messaggio particolarmente significativo in un contesto internazionale attraversato da tensioni e conflitti.




Lo sguardo sull’Ucraina
I lavori del New York Encounter proseguono affrontando anche il dramma dell’Ucraina, con un incontro dedicato ad approfondire le radici e le conseguenze del conflitto. Un ulteriore momento di ascolto e di comprensione, in cui la dimensione culturale si intreccia con quella geopolitica e umana. Per il Meeting, la partecipazione al New York Encounter non è soltanto una presenza formale, ma un’occasione per condividere uno sguardo: la convinzione che anche nelle situazioni più drammatiche sia possibile aprire spazi di dialogo e di comprensione.
Dalla capitale federale alla grande metropoli americana, la missione conferma così la vocazione internazionale del Meeting: costruire relazioni, sostenere luoghi di incontro, offrire contesti in cui la realtà – con le sue ferite e le sue domande – possa essere guardata senza paura, nella consapevolezza che «tutto ti sta attendendo».








Il New York Encounter visto da Cecilia
Con Marco Aluigi a New York c’è anche Cecilia Torchiana, responsabile del Villaggio Ragazzi del Meeting. La sua prima esperienza all’Encounter la descrive come «commovente», colpita da un evento che è davvero un incontro e una festa, capace di cambiare il quotidiano delle persone. Nel suo racconto emergono la forza delle mostre, l’impatto della storia di Franz e Franziska e la vitalità sorprendente del Villaggio Ragazzi.








“Twice called”, la mostra sui martiri d’Algeria al New York Encounter
Una mostra che ha attirato molta attenzione all’Encounter è stata “Twice called”, ovvero “Chiamati due volte”, la mostra sui martiri di Algeria, vicenda alla quale è stato dedicato anche un convegno. Ce ne parlano nei due video padre Piero Masolo, missionario del Pime, e Thomas Georgeon, monaco trappista e postulatore della causa di beatificazione dei 19 martiri d’Algeria, avvenuta l’8 dicembre 2018 ad Orano.

Cecilia&Marco, un bilancio del New York Encounter
E questo è il bilancio finale dei nostri due inviati speciali al New York Encounter. È stato proprio un luogo dove “tutto ti attende”. Tante le presenze, mostre di grande livello ripensate ad hoc per il NYE, Villaggio Ragazzi super coinvolgente… e ora arrivederci fra sei mesi al Meeting.
New York, domenica 15 febbraio








New York, lunedì 16 febbraio




New York, martedì 17 febbraio
Martedì 17 febbraio l’incontro con Joseph Weiler, amico storico del Meeting, ha rappresentato un momento particolarmente significativo. Weiler partecipa al Meeting dal 2003 ed è stato tra i protagonisti della presentazione del Meeting alle Nazioni Unite nel 2011. La lunga conversazione ha spaziato su molti temi culturali e religiosi, con uno sguardo particolare all’edizione 2026. È stato rinnovato l’invito a tornare a Rimini, con la speranza di poter ascoltare ancora una volta la sua voce lucida e appassionata, capace di interrogare in profondità la realtà e di offrire letture originali, anche a partire dalla Scrittura e dalla tradizione biblica.
La visita si è conclusa con un incontro con Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite. In un contesto internazionale complesso, segnato da fragilità nei rapporti multilaterali, è stato un momento di dialogo prezioso con una figura che da tempo segue con attenzione e amicizia il cammino del Meeting. È emersa con forza la necessità che gli spazi di confronto tra Stati e culture continuino ad esistere e a rafforzarsi, come condizione essenziale per la pace e la cooperazione internazionale.
La missione si chiude così con la conferma di una rete di relazioni vive e significative. Il cammino del Meeting prosegue, dentro una storia fatta di incontri, di dialoghi e di amicizie che attraversano i confini e costruiscono ponti.











