Tante sfumature di rosa per uno sport che è anche cultura

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I grandi volti dello sport al femminile sono stati protagonisti oggi allo Sport Village del Meeting. Il padiglione C7, in collaborazione con Master Group Sport, ha infatti ospitato l’incontro dal titolo “Sport al femminile. L’altra metà del cielo in prima pagina”, presentato da Conchita Sannino, inviata de La Repubblica, con la partecipazione di Anna Nastri, membro dello staff della SS Lazio, Carolina Visca, atleta della Federazione Atletica Leggera Italiana e del gruppo sportivo fiamme gialle nella disciplina del lancio del giavellotto, Valentina Vezzali, dirigente federale della Federazione Italiana Scherma e pluricampionessa olimpica di scherma, e, in video collegamento, Francesca Schiavone, campionessa di tennis.
L’incontro è stato introdotto da un breve dialogo tra Matteo Marani, vicedirettore di Sky Sport, e Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega allo sport, sul tema “Il ruolo svolto dalle istituzioni nel creare successi”. Giorgetti ha commentato l’operato del governo in tema di politiche sportive: «Lo sport a livello locale è fatto di animatori sportivi che nel loro territorio lavorano con passione per promuovere l’attività dei più giovani. Quello che abbiamo voluto fare con la nostra riforma è stato ricentrare lo sguardo sullo sport riportando all'attenzione l’importanza della pratica sportiva per tutti: la nascita di Sport e salute si colloca in quest’ordine di obiettivi». L’Italia oggi è infatti uno dei primi paesi per successi agonistici di alto livello, pur figurando tra i fanalini di coda europei per la pratica sportiva diffusa.
Il vuoto è forse innanzitutto a livello scolastico, ha commentato Carolina Visca, atleta classe 2000 nella specialità del lancio del giavellotto: «Tante ragazze arretrano nella fruizione dello sport anche perché manca un’adeguata formazione nelle scuole. L’aspetto teorico in particolare tende a perdersi e le discipline affrontate sono spesso quasi esclusivamente calcio e pallavolo. Conoscere il proprio corpo però è una parte essenziale dell'essere atleti, ma anche del benessere quotidiano in generale». Tralasciare l’educazione sportiva porta a un impoverimento nel percorso scolastico e umano dei ragazzi, come sottolinea Francesca Schiavone: «Lo sport è vita nel senso che educa, porta disciplina, determinazione, dedizione. Lo sport ti ordina, ti permette di essere presente di fronte a un obiettivo». La pluripremiata Valentina Vezzali, passata al lato dirigenziale del coinvolgimento in campo sportivo, ha spiegato così il tenore del proprio impegno in federazione: «Ho sempre cercato di mettermi in discussione e provare nuove sfide, attraverso la mia occupazione attuale ho deciso di restituire quello che lo sport mi ha dato. Da donna è difficile dire la mia, ma ciò che mi piace del mio lavoro è andare a bordo pedana e ascoltare tutti. Perché gli atleti sono il motore di tutto. Se esistono i dirigenti e le società è perché alla base ci sono loro, dobbiamo permettergli di massimizzare il loro percorso, il loro io, diventino campioni o no, perché lo sport è una grande palestra di vita». Fondamentale è puntare su un educazione a 360 gradi dei giovani, anche dei giovani talenti: «Quando sono entrata nel calcio mi sono accorta che la prima cosa a cui mettere mano erano i settori giovanili. Alla Lazio abbiamo creato un corso di formazione post carriera per i nostri ragazzi» ha dichiarato Anna Nastri. Impegno sportivo e di studio possono convivere al di là degli stereotipi.