
Nel 1982 San Giovanni Paolo II scosse con le sue parole il popolo del Meetinb. Oggi, quarantaquattro anni dopo, l’arrivo di Leone XIV in Fiera riaccende l’emozione di quell’edizione, in un contesto storico e sociale profondamente mutati.
Per l’occasione è stata istituita la “Squadra Papa”, un gruppo di volontari incaricati di agevolare lo svolgimento della visita del Santo Padre sia all’interno che all’esterno della fiera. Non “transenne umane” o vigilantes, ma testimoni di una presenza che accade ora.
Il loro servizio è cominciato ieri sera con la predisposizione dei percorsi protetti lungo tutti i padiglioni che il Papa ha attraversato e che è continuato anche dopo che Leone XIV ha lasciato la fiera per dirigersi al Duomo di Rimini e poi al porto, per la celebrazione della Santa Messa, portando a compimento la lunga giornata iniziata con la visita di Stato alla Repubblica di San Marino.
Per molti, fare i volontari durante la visita papale ha rappresentato l’espressione di un impegno vissuto nel quotidiano. Ma allora perché è stato così importante un servizio durato poco meno di ventiquattr’ore?
Lo spiega Monica Pozzi, volontaria assegnata a questo settore: «Ogni servizio al Meeting è importante come ogni altri piccolo gesto, ogni attenzione. In questo senso essere schierati a supporto dell’incontro con il Pontefice non è stato ultimamente, diverso dal contribuire in altri modi a costruire e a sostenere il Meeting».

Monica, riminese ed ex studentessa universitaria alla facoltà di architettura di Firenze, è contenta e non lo nasconde. La voglia di mettersi in gioco non le manca. Come Monica, tanti altri si sono preparati al meglio per l’evento di oggi.
Dall’intervista emerge la consapevolezza che ogni azione, dall’allestire il Grand Auditorium alla sistemazione dei corridoi per poi passare alla gestione dei flussi, prepara la strada al grande abbraccio del popolo del Meeting verso il suo pastore.









