
C’è un momento, appena l'edizione del Meeting si conclude, in cui i padiglioni tornano vuoti. È da lì che riparte tutto. Non come una pausa, ma come un inizio. È il tempo in cui si ricomincia a pensare, progettare, immaginare.
Lungo questa Road verso la prossima edizione incontriamo due figure che, in modi diversi ma profondamente intrecciati, danno forma allo spazio del Meeting: Stefano Ferri, ingegnere, responsabile degli allestimenti, e Martina Valcamonica, architetto, responsabile del progetto generale.
Per entrambi il lavoro comincia molto prima che il cantiere apra. Già dai primi mesi si torna a guardare le superfici, a ragionare sul masterplan, sulla collocazione delle mostre, delle piazze, delle sale, degli spazi di lavoro. È un percorso fatto di tavoli tecnici, di confronti continui, di dialogo con fornitori, grafici, allestitori e volontari. Un lavoro paziente, lungo i mesi.
Come racconta Stefano, «il Meeting comincia quando i padiglioni sono ancora vuoti: è lì che prende forma, passo dopo passo, insieme ai volontari».
La visione iniziale poco alla volta diventa uno spazio reale, luminoso e accogliente. Uno spazio pensato per centinaia di migliaia di persone, tenendo conto di mille sollecitazioni diverse.
Lo descrive bene Martina quando racconta «il mio lavoro è trasformare un’idea in uno spazio che accolga, sorprenda e faccia incontrare le persone».
La Road to Meeting passa anche da qui: da un cammino che accompagna e arriva fino all’apertura dei padiglioni e oltre, quando il Meeting diventa finalmente esperienza aperta a tutti!











