Road to Meeting 2026 | Quarta tappa

17 Aprile 2026
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È possibile un incontro autentico e fecondo tra popoli e tradizioni differenti? O le diversità sono destinate a rimanere separate per evitare una conflittualità sempre in agguato? 

Questa è la provocazione che ci svela la tappa di aprile del nostro cammino verso l’edizione 2026 del Meeting. Protagonista di questo mese è un percorso espositivo in preparazione, dedicato a una delle più straordinarie vicende della prima età moderna: le missioni della Compagnia di Gesù tra il Cinquecento e il Seicento.

Non si tratterà di un tuffo nel passato. Attraverso gli incontri avvenuti in Brasile, Perù, Paraguay, Cina e Giappone, scopriremo come il contatto tra il cristianesimo e le popolazioni extraeuropee abbia generato un cambio di paradigma. Non una fredda “neutralità culturale”, ma uno sguardo nuovo, in grado di dialogare con le tradizioni locali valorizzandone le peculiarità. I gesuiti cercavano l’anima di quelle culture operando una vera e propria “conservazione trasformante”. Una sfida che parla in modo potentissimo anche al nostro presente diviso.

A introdurci a questo tema, nel video di oggi, sono i protagonisti del cantiere della mostra: Pietro Zancaner, Francesco Foschi e Laura Galli, in rappresentanza del gruppo di studenti universitari che sta lavorando al progetto in affiancamento ai curatori.

Per prepararsi, si sono messi in gioco incontrando studiosi provenienti dalle terre toccate da quelle antiche missioni, ponendosi la domanda più radicale: il cristianesimo opera una violenza quando incontra un’altra cultura?

Come ci racconta Pietro nel video, la risposta dei missionari gesuiti è passata attraverso il rispetto e l’immedesimazione profonda, a partire dallo studio appassionato delle lingue locali: «il terreno privilegiato, commenta Francesco, «in cui incontrare l’altro senza fargli violenza», per scoprire insieme un nocciolo di verità.

I gesuiti amavano definirsi “amici nel Signore”. Ed è proprio questo, come sottolinea Laura, il cuore del percorso che ci aspetta: «mostrare come l’amicizia con Cristo abbia reso possibile un’inedita amicizia tra i popoli», riconciliando mondi e culture che sembravano non avere nulla in comune.

Guarda il video per ascoltare dalla loro voce come si sta sviluppando la mostra.

Ti diamo appuntamento ad agosto, al Meeting, per scoprire come un’amicizia possa trasformare la storia.

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