Quando Bouteflika intervenne al Meeting

22 Settembre 2021
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Il 17 settembre 2021, all’età di 84 anni, è scomparso Abdelaziz Bouteflika, presidente dell’Algeria per vent’anni, dal 1999 al 2019. Un uomo che ha segnato la storia del suo paese e anche del continente africano, pur essendo spesso accusato di una parabola che da rivoluzionario lo portò ad essere un simbolo di immobilismo.

«Quando intervenne al Meeting però», racconta Emilia Guarnieri, per 27 anni presidente della manifestazione, «si guardava con grande speranza alla sua figura. Bouteflika fu al Meeting il 23 agosto 1999, era stato eletto da poco meno di quattro mesi e aveva bisogno anche di mostrare all’Occidente un volto nuovo dell’Algeria, di dare un segno di discontinuità rispetto a un paese diviso, sconvolto dall’odio dei terroristi, in cui imperversavano bande di estremisti islamici: l’assassinio dei monaci di Tibhirine risale ad appena tre anni prima».

Come evidenziò Giorgio Vittadini nella presentazione, si guardava a lui come «una persona che, ancora prima di ricoprire la carica di Presidente dell’Algeria, ha contribuito allo sviluppo democratico del suo paese», come un leader dei Paesi in via di sviluppo nella rivendicazione di un nuovo ordine economico internazionale e come assertore della decolonizzazione dell’Africa. Lui stesso intervenendo precisò così i suoi intenti: «La mia testimonianza si soffermerà su due esperienze: la decolonizzazione dell’Algeria e il programma di riforme che punta a far uscire il mio paese dalle difficoltà in cui si dibatte da qualche anno a questa parte».

«Una laicità sprovvista di tutti i residui della scristianizzazione farà dei nostri Stati moderni degli Stati veramente protettori delle varie comunità religiose e culturali?», fu la conclusione dell’intervento del presidente algerino. «Il realismo politico richiede che vengano accettate le differenze nella pratica. Verremo accusati di nutrirci di troppe ambizioni? L’Islam ha ancora un ruolo da svolgere, innanzitutto per realizzare il proprio rinnovamento, ed anche per partecipare, come ha fatto in altre epoche, al progresso umano come partner di tutte le religioni e delle grandi filosofie. Due secoli di insediamento di presenza nel materialismo hanno lasciato il nostro mondo, malgrado l’immensa acquisizione scientifica e politica, in un rinsecchimento morale e spirituale, cause della crisi principale della nostra civiltà».