Frossard Andrè

André Frossard nasce a Belfort in Francia nel 1915 da una famiglia con ascendenze ebree e protestanti. Nella sua giovinezza adotta naturalmente, come un’eredità, le posizioni paterne, ateismo incluso. “Ero a sinistra – racconta Frossard – perchè mio padre era stato uno dei fondatori del partito comunista in Francia ed il primo segretario generale del partito. Le mie letture preferite erano quelle dei giovani scettici e di sinistra dell’epoca”. Ateo convinto, di quelli che non si pongono interrogativi religiosi, il suo tranquillo orizzonte scettico viene improvvisamente sconvolto e capovolto, in cinque minuti, l’8 luglio 1935. Ventenne entra per caso in una Chiesa di Parigi dove ha una rivelazione folgorante dell’esistenza di Dio. “La mia è stata una conversione brusca, senza preavviso; un incontro brutale, come uno scontro automobilistico”. Dopo, letteralmente, è un’altra persona.
Entrato in giovane età nell’ambiente giornalistico, è da anni una delle “firme” più prestigiose di “Le Figaro”: per i suoi corsivi che appaiono ogni giorno sul più diffuso quotidiano parigino è stato definito “una delle penne più graffianti d’Europa”. Ben noto il suo nome anche ai lettori dell'”Express” e del “Nouvel Observateur”.
Fecondo scrittore, nel 1969 è protagonista di un vero e proprio caso editoriale col libro autobiografico “Dio esiste ed io l’ho incontrato“, in cui, a più di trent’anni dall’avvenimento, si decide a raccontare la storia della propria conversione. Scritto su insistenza di alcuni amici, tra i quali Mauriac, il volume è stato tradotto in sedici lingue ed accolto nel mondo intero con estremo interesse: subito bestseller in Francia, oltre 200.000 copie vendute in Italia (pubblicato dalla SEI), ottiene tra l’altro il “Grand Prix Catholique 1969 de Lettérature”. “Non sapevo se parlare o tacere. Il momento è giunto – dice Frossard, spiegando la sua decisione di scrivere il libro – quando ho sentito alcuni che parlavano della morte di Dio”.
Ebbe occasione di leggere con grande interesse l’opera anche Karol Wojtyla allora arcivescovo di Cracovia; per cui quando più tardi Frossard chiederà un’udienza a Giovanni Paolo II la otterrà molto facilmente. “Fin dal primo incontro – racconta – mi sono accorto che il Papa era fortemente interessato alla mia esperienza mistica. Quel che viceversa mi colpiva di lui era la saggezza della sua fede cristiana”. Nasce il nuovo libro “Non abbiate paura! André Frossard dialoga con Giovanni Paolo II” (traduzione italiana dell’editore Rusconi). Di nuovo un avvenimento editoriale assolutamente singolare: è la prima volta che un Papa spiega al mondo la sua fede nella forma colloquiale di semplici ed impegnate risposte ad una lunga intervista. “Il Papa mi ha cambiato” – commenta incisivamente Frossard – “Ora sono assolutamente convinto che la fede, la Chiesa deve adottare la storia del mondo. I cristiani prima di quell’incontro, si dividevano in due schiere: quelli come me che ricusavano la realtà per scegliere l’altra realtà, quella vera della fede; e quelli che, invece, procedevano in senso contrario. Ora ho scoperto un terzo tipo di credente: quelli che sanno radunare in un’unica intuizione il visibile e l’invisibile”.
In traduzione italiana di Frossard nel catalogo SEI anche “C’è un altro mondo” e “35 prove che il diavolo esiste“: 35 lettere (36 nell’edizione francese) che l’autore “si fa scrivere” dal diavolo: una prova ironica, pungente e polemica che richiama il filone della “Lettere di Berlicche” di C. S. Lewis. Sempre dell’autore ricordiamo: “La Maison des otages”, “Le Sel de la terre”, “Histoire paradoxale de la IV République”, “Voyage au pays de Jésus”, “Les Greniers du Vatican”, “Votre humble serviteur”, “Vincent de Paul”, “L’art de croire”.

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 1988