Foley Diane

Diane M. Foley è una figura di rilievo nel panorama dell’attivismo umanitario statunitense, nota per il suo impegno nella difesa dei giornalisti e degli ostaggi internazionali. Nata a Keene, New Hampshire, ha conseguito laurea e master in infermieristica presso l’Università del New Hampshire, esercitando per 18 anni come infermiera di comunità e poi come infermiera specializzata in medicina familiare a Dover, NH. È sposata con il dottor John Foley, medico ed ex ufficiale dell’esercito, con cui ha cresciuto cinque figli, due dei quali hanno prestato servizio attivo nelle forze armate.

La sua vita ha subito una svolta drammatica nell’agosto 2014, quando suo figlio James Foley, giornalista freelance, è stato brutalmente giustiziato dall’ISIS in Siria. In risposta a questa tragedia, nel settembre dello stesso anno, Diane ha fondato la James W. Foley Legacy Foundation, con l’obiettivo di promuovere la sicurezza dei giornalisti, sostenere le famiglie degli ostaggi e influenzare le politiche governative in materia.

La sua attività ha contribuito alla riforma delle politiche statunitensi sugli ostaggi, culminata nel 2015 con la Presidential Policy Directive-30, che ha istituito un sistema interagenziale per il recupero degli ostaggi, comprendente la Hostage Recovery Fusion Cell e il ruolo di Special Presidential Envoy for Hostage Affairs.

Nel 2024, Diane ha pubblicato il libro “American Mother”, scritto in collaborazione con lo scrittore Colum McCann. Il memoir narra la sua esperienza di madre e attivista, inclusi gli incontri avvenuti nel 2021 con Alexanda Kotey, uno dei responsabili della morte di suo figlio, durante i quali ha cercato di comprendere le motivazioni dietro tali atrocità.

Attraverso la sua fondazione e le sue testimonianze pubbliche, Diane Foley continua a essere una voce autorevole nella lotta per la libertà di stampa e la protezione dei cittadini americani detenuti ingiustamente all’estero, incarnando un esempio di resilienza e impegno civico.

ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2025