Il Meeting torna in Egitto, nuovo incontro con il Grande Imam di Al Azhar

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Cairo, 30 set. 2019 - Il Meeting di Rimini torna in Egitto, al Cairo. L’occasione è stato un nuovo incontro, dopo quello dell’ottobre del 2018, con il Grande Imam di Al Azhar, Ahmad al Tayyeb, che ha ricevuto una nostra delegazione formata dal presidente Emilia Guarnieri, Marco Aluigi, Wael Farouq, Andrea Simoncini, Roberto Fontolan e Luca Fiore. L’invito da parte della più importante autorità religiosa del mondo sunnita segue l’intervento, all’ultima edizione del Meeting, di Nazir Ayyad, segretario generale dell’accademia delle ricerche dell’istituzione islamica.

Emilia Guarnieri ha ringraziato dell’opportunità di poter continuare questo dialogo, in particolare alla luce dell’incontro di Abu Dhabi tra il Grande Imam e papa Francesco e la firma del documento sulla Fratellanza umana, per la pace mondiale e la convivenza comune. Dice, infatti, la dichiarazione comune: "Al Azhar e la Chiesa cattolica dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio”. Queste tre dimensioni, ha osservato il nostro presidente, sono quelle su cui il Meeting insiste da quarant’anni. La visita è stata la possibilità di raccontare della mostra “Francesco e il Sultano 1219-2019. L’incontro sull’altra riva”, che si concludeva proprio con una foto dell’incontro tra Francesco e al Tayyeb.

Nel dialogo con l’imam è emersa una sintonia sul fatto che senza il riconoscimento del Mistero, le relazioni tra le persone e i popoli sono dominate dalla violenza.

Il Grande Imam si è detto felice di incontrare la nostra delegazione e si è rallegrato che una realtà come il Meeting desideri diffondere lo spirito che anima il documento di Abu Dhabi.

La presidente del Meeting ha poi detto che sente la persona dell’imam particolarmente vicina per il suo atteggiamento profondamente religioso. Da parte sua Al Tayyeb ha risposto con un’immagine: stiamo intonando lo stesso canto con voci diverse.

Al termine del colloquio la delegazione ha donato ad Al Tayyeb una stampa ottocentesca raffigurante il ponte di Tiberio a Rimini. “Un ponte che ha duemila anni e che ha resistito a tutti i tentativi di distruzione, compreso quello della Seconda guerra mondiale”, ha detto Marco Aluigi: “Abbiamo pensato a questa immagine, perché in lei vediamo un costruttore di ponti e ci sentiamo vicini a lei in questa sua vocazione”.