Monumenti Cristiani nella Cipro occupata dai Turchi. Aspetti e opere di una continua distruzione - Meeting di Rimini

Monumenti Cristiani nella Cipro occupata dai Turchi. Aspetti e opere di una continua distruzione

 

Per quasi 30 anni dopo l’invasione Turca di Cipro è stato molto difficile reperire informazioni sulla condizione dei monumenti Cristiani nella parte occupata dell’isola e su quella dei cimeli (icone, manoscritti, vasellame consacrato, antiche stampe, ecc).
Solo in tempi recenti sono divenute accessibili informazioni isolate sulla grande distruzione: saccheggi e atti vandalici nelle chiese, smantellamenti di monasteri, trasformazioni di chiese in stalle e furti di icone e vasellami. A questi report è stata conferita una certa validità quando le icone bizantine delle chiese nelle aree occupate (per esempio la collezione Hadjiprodromou) sono state localizzate in magazzini d’arte dell’ Europa dell’ovest e in America.

La Chiesa di Cipro e le legittime autorità della Repubblica di Cipro, come i singoli e le istituzioni private, hanno da poco iniziato il rimpatrio di molti oggetti ancora siti in magazzini d’arte illegali e presso case d’aste internazionali. I report fatti dagli esperti e decisi dal Consiglio Europeo, dopo aver visitato alcuni dei monumenti occupati, hanno reso evidente la grandezza della distruzione e richiamato il timore per la mancanza di tutela dei monumenti.

Dopo l’ abolizione parziale delle limitazioni oltre la linea occupata (quella più a est, nel 2003), il vescovo di Kykko e di Tyllerias, Nikephoros ha attivamente espresso il suo interesse sulla sorte del retaggio culturale e religioso nelle aree occupate. Il Museo del Monastero di Kykko ha inserito nel suo programma la prima raccolta di informazioni sistematica, includendo un inventario, una mostra fotografica e una descrizione architettonica delle chiese cristiane occupate. Inoltre, è stato nominato un team di esperti per portare a termine questo compito. Il Museo del Monastero di Kykko possiede ora un archivio di circa 20.000 scatti a colori, materiale fotografico comparativo delle Chiese prima dell’invasione del 1974 e reports registrati della visita alle chiese cristiane.

Ora che la raccolta fotografica dei monumenti cristiani è stata completata, il Museo del monastero di Kykkosta la sta riordinando per presentarla al più vasto pubblico e alla comunità scientifica, per mostrare la grandezza della distruzione del retaggio culturale del Paese.

La presente mostra fotografica è costituita da circa 100 fotografie che mostrano con eloquenza la tragica condizione odierna delle chiese delle varie comunità cristiane (Ortodossa, Cristiana, Maronita e Armena) sotto l’occupazione di Cipro. Accanto ad alcune foto recenti delle chiese sono state poste fotografie di chiese prima dell’invasione del 1974, in modo che, attraverso il confronto, ci si possa rendere più conto della situazione attuale. Inoltre, le immagini sono accompagnate da didascalie in tre lingue: greco, inglese ed italiano.

La mostra è divisa in quattro sezioni. Nella prima è presentato il lavoro di archiviazione delle chiese di tutta la comunità cristiana ora presente nel Museo del Monastero di Kykko. Nella seconda sono presentati i diversi usi a cui sono state destinate le chiese nello stato Turco (moschee, teatri, obitori, fienili, stalle, club, negozi, ecc.), quando non sono state demolite. La terza parte tratta della spartizione degli affreschi e dei mosaici ad opera dei contrabbandieri turchi, dello spaccio illegale di icone e vasellame sacro e dei furti in generale. La quarta parte sottolinea come la Repubblica di Cipro si stia sforzando di prendersi cura delle moschee nelle libere aree della Repubblica. Infatti, il Dipartimento di scienze dell’ Antichità cerca di risanare a Cipro, con il sostegno del Governo, le moschee e le chiese di ogni religione.

La conclusione, sulla base dei dati trovati durante l’estesa ricerca, ha tragicamente scioccato. I monumenti dal grande significato culturale sono stati spogliati dei loro oggetti sacri, dei loro simboli e icone. Un gruppo di contrabbandieri ha deliberatamente divelto mosaici Bizantini e dipinti murari, vendendoli al mercato d’arte straniero. Il furto stava continuando in scala sempre maggiore: a parte il mobilio delle chiese, sono state portate via le campane, le porte, le imposte delle finestre, le tegole, la pavimentazione e persino le installazioni elettriche. Dieci dei campanili sono stati demoliti in modo tale che le Chiese cristiane non fossero visibili nei villaggi e sono state abbattute le chiese medievali decorate con affreschi Bizantini (ad esempio il monastero di Avgasides). Ne è seguita l’espulsione della popolazione greca dalle loro antiche abitazioni, la venuta dei coloni dalla profondità dell’Anatolia e del Mar Nero e i nomi tradizionali dei luoghi di Cipro sono stati sostituiti con quelli Turchi: una crescente campagna per cancellare completamente le chiese, gli ultimi segni visibili della presenza Cristiana nella parte a nord dell’isola.

Ora Cipro, entrando a far parte della grande famiglia dell’Unione Europea, è obbligata a riportare e dimostrare la continua razzia e distruzione culturale del paese, che non è solo patrimonio europeo ma di tutto il mondo. La libertà religiosa, i principi di giustizia, il rispetto e la protezione della storia passata costituiscono i fondamentali canoni dell’Unione Europea, per questo le comunità dell’isola, (Greco-Cipriota e Turca-Cipriota) chiedono che le forze occupanti Turche le rispettino.

Il bisogno di un intervento di tutela e restauro dei monumenti è oggi più pressante di prima. In questo contesto, il Museo del monastero di Kykko sta pianificando un duplice utilizzo del materiale trovato, attraverso lo studio del primo Cristianesimo e i monumenti medievali di Cipro occupata e la conoscenza pubblica tramite mostre locali e all’estero, nonché speciali pubblicazioni.

Organizzata dal Museo del Monastero di KyKKos

QUESTA MOSTRA È DISPONIBILE IN FORMATO ITINERANTE. CLICCA QUI PER TUTTE LE INFORMAZIONI

Data

24 Agosto 2008

Edizione

2008

Luogo

PAD. C5