MARIJA JUDINA, LA PIANISTA CHE COMMOSSE STALIN

Spettacolo dedicato alla vita della pianista russa Marija Judina attraverso musiche, testi e video. In scena Marina Drozdova (pianoforte), Diana Cahanescu (violoncello), Victor Derevianko (pianoforte), Yury Fedorishchev (voce) e gli attori Angela Demattè e Matteo Bonanni. Costumi: Ilaria Ariemme. Fonti letterarie: Giovanna Parravicini. Regia di Andrea Chiodi.

 

“Quando questa donna, dalla pettinatura liscia che le incorniciava il volto assorto, saliva sulla scena in un lungo abito scuro, austero, senza guardare nessuno, immersa nel suo mondo interiore, si sedeva al pianoforte, tergeva con un fazzoletto le mani e la tastiera e poi faceva una pausa prolungata, sembrava un rito di preparazione a qualcosa di importante, che superava i criteri di ordine puramente estetico per far emergere in primo piano un pathos morale…”
Così un critico musicale ricorda i concerti di Marija Veniaminovna Judina, pianista russa e celebre “professore” di conservatorio che i suoi amici e allievi (non ultima Marina Drozdova, l’interprete principale dello spettacolo-concerto) non esitano a definire “dal carattere forte, imperioso, massimalista” che “amava essere chiara, scandire bene le parole” e, nello stesso tempo, aveva un coraggio indomito fondato sulla certezza della sua fede in Dio.
La Judina è conosciuta soprattutto per il celebre episodio che ruota intorno alla sua esecuzione alla radio del Concerto 23 di Mozart, che Stalin ascoltò una notte e che volle assolutamente inciso da Marija stessa per il compenso di 20.000 rubli. A questa generosa offerta, la pianista rispose: “La ringrazio per il suo aiuto, Iosif Vissarionovic. Pregherò giorno e notte per Lei e chiederò al Signore che perdoni i Suoi gravi peccati contro il popolo e la nazione. Dio è misericordioso, La perdonerà. I soldi li devolverò per i restauri della chiesa in cui vado.”
Cosa rese questa donna capace di esecuzioni tali da andare oltre la barriera ideologica che senz’altro l’avrebbe portata al gulag? In altre parole: perché il regime, pur togliendole molte volte cattedra e possibilità di suonare, non volle mai farla perseguire definitivamente? C’era qualcosa, in Marija, che si rendeva universale. Senz’altro era una donna con un impeto non riconducibile agli schemi del mestiere, o a quelli della poesia, della musica, della filosofia…
Lo spettacolo-concerto racconta il pensiero e le opere di questa pianista straordinaria, affrontando la sfida di fare coesistere musica e teatro, allo scopo di mostrare quell’unità tra arte e persona che era propria di Marija e di cui oggi avremmo anche noi bisogno.

Andrea Chiodi
Regista, nel 2000 intraprende uno studio sulla Commedia di Dante sotto la guida di Piera Degli Esposti, che darà origine allo spettacolo Da che verso prender la commedia. Si specializza nella direzione di sacre rappresentazioni all’aperto e in spazi non convenzionali, giungendo a collaborare con la Pontificia Commissione ai Beni Culturali, per la quale scrive e dirige lo spettacolo Siate miei testimoni presso le catacombe di San Callisto a Roma. Lavora per l’Istituto nazionale di drammaturgia sacra di Orvieto, per cui realizza uno spettacolo dedicato al Miracolo del corporale. È assistente di Gabriele Lavia per Misura per misura di William Shakespeare. Tra le ultime regie: Mela di Dacia Maraini, La Bottega dell’Orefice di K. Wojtyla, Sogno di una notte di mezza estate di Wiliam Shakespeare, Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Cura per Rai Uno la regia di Voci e immagini della Costituzione, evento celebrativo del 60° anniversario della Costituzione Italiana. Dirige per il teatro Eliseo di Roma il video Cara beltà con Leo Gullotta, Giuliana Lojodice, Eros Pagni. Dal 2010 è direttore artistico della Stagione di Teatro Sacro città di Varese.

Angela Dematté
Nata a Trento, si trasferisce a Milano e inizia a lavorare con Silvio Castiglioni e Mimmo Cuticchio. Si laurea in Lettere Moderne con una tesi sull´attrice Lucilla Morlacchi, che diventerà sua maestra e, nel 2005, consegue il diploma presso l´Accademia dei Filodrammatici di Milano. Dal 2005 lavora con vari registi tra cui: Peter Clough, Walter Pagliaro, Pietro Carriglio. Per la regia di Mario Gas è Andromaca nelle Troiane di Euripide presso il Teatro Greco di Siracusa. Canta e recita nei musical: Cuore di cane, Gian Burrasca e Fame, interpretando anche testi contemporanei come La festa di Spiro Scimone Animali notturni di Juan Mayorga e Love and Money di Dennis Kelly. Dal 2007 è diretta da Andrea Chiodi in Mela di Dacia Maraini, La bottega dell’orefice di K. Wojtyla, Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare e nel monologo Etty Hillesum, cercando un tetto a Dio di Marina Corradi. Nel 2009 vince il 50esimo Premio Riccione per la drammaturgia con il testo Avevo un bel pallone rosso e il Premio Golden Graal Astro Nascente per il Teatro.

Matteo Bonanni
Nato nel 1982 a Monza, si laurea nel 2004 in Scienze Umanistiche per la comunicazione, con una tesi sullo spettacolo Infinities di Luca Ronconi, avendo come relatore il regista e docente Cesare Lievi. Frequenta il corso per attori della scuola civica d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano, conseguendo nel 2007 il diploma di attore. Nello stesso anno partecipa allo spettacolo La bottega dell’orefice di K. Wojtyla, diretto da Andrea Chiodi. Collabora con la Civica orchestra di fiati del comune di Milano per la realizzazione di Fiefoerniek. Nel 2008 recita nell’opera lirica Il prigioniero, diretta da Peter Stein. Mette in scena nel 2008 Un fantastico posto per provare tratto dal Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare, scritto e diretto da Roberto Abbiati. Sempre nello stesso anno è tra i protagonisti dello spettacolo Miguel Manara.

Diana Cahanescu
Nata a Bucarest nel 1963 consegue il diploma di violoncello nel 1982. Emigra in Israele, proseguendo gli studi musicali all’Accademia Rubin di Tel Aviv. Nel 1987 si trasferisce in Svizzera dove studia con Radu Aldulescu all’Accademia Yehudi Menuhin di Gstaad. Si aggiudica il primo premio come solista al Concorso dell’Accademia Rubin di Tel Aviv e al Concorso di Musica da Camera presso la stessa istituzione. Durante la permanenza in Israele, collabora con la Israel Philarmonic Orchestra sotto la direzione di Zubin Mehta e David Shalon. Come primo violoncello della Camerata Lysy di Gstaad si esibisce nelle principali città europee. Dal 1989 ricopre il ruolo di primo violoncello della Filarmonica Arturo Toscanini e dell’Orchestra regionale dell’Emilia Romagna. Suona con gruppi cameristici sostenendo concerti in Italia, Israele, Usa, Francia, Giappone e Russia. Nel 2005 fonda insieme a Victor Derevianko e Mihaela Costea il Trio Renaissance.

Victor Derevianko
Professore universitario di pianoforte e musica da camera all’Accademia Buchmann-Mehta dell’Università di Tel Aviv, ha conseguito il diploma di pianoforte all’Istituto Gnessin di Mosca sotto la guida di Heinrich Neuhaus. Ha studiato musica da camera con Maria Yudina, con la quale ha anche inciso la sonata per due pianoforti e percussioni di Bartok ed il doppio concerto di Stravinsky. Ha sostenuto anche un intensa attività solistica e cameristica in Russia e nell’Europa dell’Est. Nel 1969 vince il Primo Premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera a Monaco di Baviera in trio con Valeria Vilker e Mark Drobinsky. Emigrato in Israele, continua la sua attività solistica e fonda, insieme a Dora Schwartzberg e Mark Drobinsky, il Vidom Trio, con il quale sostiene numerosi concerti. Dal 2005 vive in Italia dove continua ad esibirsi come solista e fonda il Trio Renaissance insieme a Mihaela Costea e Diana Cahanescu.

Marina Drozdova
Pianista russa e insegnante di pianoforte, figlia di Anatoly Drozdov, pianista, e compositore. All’età di cinque anni si esibisce come solista con brani scritti dal padre. Studia all’Accademia musicale Gnessin con León Brumberg e Marija Judina. Quest’ultima invita Marina, ancora studentessa, a suonare a con lei i brani di P. Hindemith ed I. Stravinsky per due pianoforti, registrando successivamente queste composizioni.
Dopo la laurea lavora come insegnante presso le Università Musicali di varie città russe. Insegna per cinque anni alla Taiwan University Nazionale delle Arti. Come solista della Musical Concert Union Mosconcert si esibisce in tutta l’ Unione Sovietica, in assoli o in performance col marito basso Yury Fedorishchev. Dalla fine del 1980 tiene concerti in molte città di Francia, Germania e Svizzera, partecipando anche a diversi Festival Musicali. Pubblica per il Moscow Jurnals articoli sull’arte dello spettacolo ed è autrice dei libri: Anatoly Drozdov. La vita in musica (Mosca, 1991; Krasnodar, 2008), Le Lezioni di Judina (Mosca, 1998; 2006).

Jurij Fedoriščev
Cantante lirico, basso, nasce a Baku (Azerbajdžan) nel 1936. Debutta a 18 anni nelle cantate e negli oratori di Bach e Haendel. Nel 1956 si trasferisce a Mosca, dove frequenta il Conservatorio e partecipa alla realizzazione di numerose opere, dalla Bohème, all’Evgenij Onegin, al Barbiere di Siviglia. Al termine del Conservatorio viene assunto come solista nell’Associazione russa di tournée concertistiche del Moskoncert, dove canta tuttora. Il suo è un vasto repertorio di autori di tutto il mondo dal XVIII al XXI secolo, anche se al centro dei suoi interessi resta sempre la musica russa. Alle esibizioni in Unione Sovietica alterna concerti in Germania, Francia, Olanda, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Taiwan.

Regia: Andrea Chiodi
Drammaturgia: Angela Demattè
Immagini: Jakov Nazarov
Fonti letterarie: Giovanna Parravicini

Con
Angela Demattè

Marija Judina, la pianista che commosse Stalin

Spettacolo dedicato alla vita della pianista russa Marija Judina attraverso musiche, testi e video. In scena Marina Drozdova (pianoforte), Diana Cahanescu (violoncello), Victor Derevianko (pianoforte), Yury Fedorishchev (voce) e gli attori Angela Demattè e Matteo Bonanni. Costumi: Ilaria Ariemme. Fonti letterarie: Giovanna Parravicini. Regia di Andrea Chiodi.