Libertas Ecclesiae, libertà per tutti - Meeting di Rimini

Libertas Ecclesiae, libertà per tutti

 

Con Libertas Ecclesiae intendiamo una tensione ideale, che parte dal riconoscimento di Costantino nel 313 della libertà di culto per i cristiani e per tutte le altre religioni, e si svolge poi come libertà di pensiero e di azione per tutti. La storia di questo concetto prende le mosse nell’impero romano e in seguito, soprattutto a partire dall’XI secolo, con la lotta per le investiture, conduce a una prima fondamentale distinzione tra sacerdotium e regnum, creando così anche le basi per una separazione tra le due sfere. Si tratta dunque di un tema che attraversa la vicenda storica dell’occidente europeo legato alla Chiesa di Roma, quindi dei popoli da essa evangelizzati nel vecchio come negli altri continenti. Tale tema si delinea sempre più come centrale per la storia, non solo religiosa, ma anche culturale nel suo più ampio significato, fino a coinvolgere la sfera politica e sociale.
La mostra propone due livelli di lettura, uno diacronico e uno con approfondimenti tematici e biografici. In primo luogo, vengono indicate le tappe più significative del progressivo chiarimento dell’espressione Libertas Ecclesiae, a partire da Costantino fino al XX secolo. Accanto e lungo questo percorso cronologico, sono disposte sezioni con pannelli relativi ad alcuni personaggi chiave, che più di altri hanno incarnato questo ideale fino a divenire emblema della lotta della Chiesa per una maggiore libertà di espressione, non solo per i cristiani: Ambrogio di Milano, Agostino d’Ippona, Gregorio Magno, Gregorio VII, Thomas Becket, Thomas Moore e John Fisher, i martiri della Rivoluzione francese e dei totalitarismi del XX secolo.
Un percorso da cui emerge lo stretto rapporto esistente tra l’affermazione della libertà e il radicarsi del cristianesimo nella mentalità comune, fino a generare un senso di appartenenza che vede la fede identificata con la cultura di un popolo. L’esito più significativo di questo processo plurisecolare si manifesta nella distinzione delle sfere d’azione tra il potere spirituale e temporale, alla identificazione delle funzioni proprie ai due poteri, alla loro separazione.
Proprio della civiltà formatasi nel mondo antico e sviluppatasi nell’Europa cristiana, è infatti l’idea e la realtà di un potere non illimitato, che non può prescindere dal valore della persona. Ciò spiega la nascita di sistemi di governo parlamentari e di forme di governo partecipato, che pongono argini al potere e lo sollecitano a riconoscere spazio e valore alla persona in tutte le sue espressioni. E’ solo nella tradizione della civiltà europea, a lungo segnata dal confronto tra Chiesa e potere pubblico, che si pongono le basi per la conquista di spazi di libertà per l’uomo.

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