Le "riduzioni" dei Gesuiti in Paraguay - Meeting di Rimini

Le “riduzioni” dei Gesuiti in Paraguay

 

‘Questa mostra è dedicata all’esperimento più originale compiuto a favore degli indigeni dai Missionari Gesuiti fra l’inizio del ‘600 e la metà del ‘700 nel cuore dell’America Latina, in un’ampia regione oggi divisa fra l’Argentina, il Brasile ed il Paraguay: l’appalto, affidato dal governo spagnolo all’ordine dei Gesuiti, si riferiva alla sottomissione e alla civilizzazione delle tribù indiane Guaranì che abitavano il Paraguay orientale. I Francescani avevano già tentato di evangelizzare queste genti, ma senza molti risultati. Quando ai Francescani subentrarono i Gesuiti, questi si resero conto di due ostacoli ormai insormontabili: l’odio verso gli spagnoli e la passiva resistenza ad ogni tentativo di educazione. Decisero perciò di separare i Guaranì dai colonizzatori, per “ridurli” alla civiltà dentro comunità severamente chiuse. Nacquero così complessi sistemi di villaggi che vennero detti “Riduzioni”, dove gli indiani nomadi furono ridotti a vita sedentaria e dove prosperò una civiltà assai particolare. Erano circa 30 territori con 150.000 indigeni. L’amministrazione era autonoma e i missionari vi provvedevano personalmente. Perfino la sorveglianza del territorio era autonomamente garantita. Così gli indigeni impararono a costruire le case, a coltivare i campi, a maneggiare le armi. Il regime di vita era comunitario. Ognuno lavorava parte della terra comune che gli era affidata e a tutti veniva garantita una equa distribuzione dei frutti. I missionari si dedicavano all’opera evangelizzatrice ed educatrice e il loro campo veniva coltivato a turno dai fedeli. Largo spazio veniva dato all’espressione artistica, soprattutto musicale. Lo “Stato” gesuita durò oltre 150 anni (1609-1768) ed ebbe una repentina e drammatica fine con l’espulsione della Compagnia di Gesù dalle colonie spagnole decretata dal re Carlo III. Allo “Stato” sopravvissero i Guaranì, gruppo etnico sottratto al genocidio, grazie alla valida azione dei missionari, durante i difficili anni della colonizzazione sudamericana. Oggi il ceppo Guaranì costituisce la maggioranza della popolazione paraguaiana e la sua lingua contende allo spagnolo il primato in quella repubblica.’

Data

25 Agosto 1984

Edizione

1984