Incontro col personaggio - Giorgio Gaber - Meeting di Rimini

Incontro col personaggio – Giorgio Gaber

Gaber al Meeting

ha partecipato Giorgio Gaber

 

Sintesi dell’incontro con:

Giorgio Gaber

Gaber: Mi interessava venire qui al Meeting non perché io sia di Comunione e Liberazione, ma perché ritengo sia una sede dove si possa fare uno spettacolo che poi provochi delle riflessioni o delle emozioni. Questo spettacolo è nato perché ho avuto diversi incontri in università e mi sono accorto che non c’era una grande distanza di linguaggio tra me e i giovani che mi ascoltavano. Forse noi cantautori degli anni ‘60 siamo nell’ambito dello spettacolo i primi padri riconosciuti, quelli di cui non ci si vergogna.

I miei spettacoli sono un modo di interrogarsi su quello che siamo noi e su ciò che ci circonda. Per questo nel 1970 ho scelto il teatro, quando mi sono accorto che non c’era più ascolto. Prima si creava una sorta di atmosfera assolutamente tesa e teatrale e la gente ascoltava parola per parola quello che dicevo, poi è subentrata un’aria assolutamente non attenta, e mi sono ritirato in posti più raccolti dove si riesca a comunicare. E la comunicazione non è solo razionale, è fatta anche di emozioni. Così accade che i silenzi siano realmente silenzi e gli applausi, applausi, cioè si attua una coralità.

Maria è un nome che uso spesso perché per una donna è il nome per eccellenza. In Chiedo scusa se parlo di Maria, per esempio, intendevo contrappormi all’ideologia e quindi ai ragionamenti molto al di sopra delle nostre teste, riproponendo la quotidianità cui possiamo dare un significato morale perché lì possiamo intervenire. Era, dunque, un discorso polemico verso un certo rivoluzionarismo il quale parlava di un mondo liberato e poi andava a casa e picchiava la moglie.

Recentemente ho riscritto una canzone, Io se fossi Dio, in cui trova espressione una rabbia contro ciò che non va, anche se la rabbia risulta impotente. Soprattutto ho la sensazione molto forte che quello che vediamo accadere nel mondo ci lascia scioccati, ma privi di giudizio perché tutto è troppo lontano. Noi assistiamo a qualcosa di cui ci riferiscono i mass media, riceviamo notizie che passano sopra le nostre teste mentre aumenta la percezione che dietro al mondo politico esistano forze occulte, che condizionano il vivere sociale.

Tuttavia alla mia età si ha meno voglia di polemiche e di contrapposizioni di quando si è giovani; da sette, otto anni mi capita di cantare anche i momenti belli della vita; al di là che tutto faccia schifo come prima, apprezzo un po’ di più le cose positive di me stesso, degli altri, del mondo.

Data

27 Agosto 1991

Ora

15:00

Edizione

1991
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