Il nocciolo della questione: Graham Greene - Meeting di Rimini

Il nocciolo della questione: Graham Greene

 

Il titolo, tratto da uno dei più bei romanzi di Graham Greene, ci introduce allo sguardo dell’autore e a quello disarmato dei suoi personaggi migliori che, per temperamento o per storia, si struggono nella ricerca di un punto per cui davvero valga la pena vivere. La mostra propone dunque una rilettura di Graham Greene, uno dei più grandi scrittori cattolici del nostro secolo, del quale si è celebrato nel 2004 il centenario della nascita. Le immagini della fotografa Marta Carenzi si alternano ad alcuni brani particolarmente suggestivi delle opere di Greene, creando un percorso che comprende la biografia dell’autore e la riflessione sulle opere.
Due i principali punti d’interesse su cui si struttura il percorso: lo stile e la caratterizzazione dei personaggi. Una narrazione molto concreta, quella di Graham Greene, anche spregiudicata, che evidenzia contraddizioni e limiti dell’umano con una sincerità prodigiosa, rara. Ma ogni moto del cuore, avvilente o paradossale che sia, è accolto ed espresso, così come gli oggetti e gli aspetti della vita quotidiana normalmente taciuti. Una precisione anatomica, cronistica, in cui però si inserisce come snodo narrativo l’intervento diretto di Dio. Tra le righe di uno scrittore assolutamente realista, il miracolo interviene platealmente, inequivocabilmente, senza l’alibi di una mediazione offerta dall’autore o da un personaggio religioso. Iperrealismo e miracoli: un paradosso che lo scrittore risolve facendo scivolare l’intervento divino negli anfratti aperti proprio dal vaglio meticoloso e onesto della realtà. Con il risultato che il miracolo appare credibile come la pioggia di Londra.
Interessante è anche la caratterizzazione dei personaggi. Nei romanzi di Greene non ci sono buoni e cattivi, la differenza è data da altro: ci sono i personaggi vivi, disarmati di fronte all’emergenza di sé, del proprio desiderio o della constatazione sincera del limite. Disarmati di fronte a ciò che accade. E ci sono i personaggi raggelati in un’idea, un modello etico, una causa da difendere.
I passaggi del percorso sono accompagnati da immagini d’archivio e dalle fotografie di Marta Carenzi, in funzione più evocativa che didascalica. Non si tratta di illustrare iconograficamente i contenuti narrativi, ma di esprimere nella suggestione dell’immagine la stessa dinamica espressiva o conoscitiva che volta per volta l’autore affronta.

QUESTA MOSTRA È DISPONIBILE IN FORMATO ITINERANTE. CLICCA QUI PER TUTTE LE INFORMAZIONI