Euromarionnettes

 

‘Euromarionnettes è un progetto nato dalla collaborazione tra il Centro di Teatro di Figura e tre istituzioni che da anni operano per lo studio, la promozione e lo sviluppo del Teatro di Figura: l’Institut del Teatre di Barcellona (Spagna); l’Institut de la Marionnette di Charleville Mézières (Francia); il Czankariev Dom di Ljubliana (Slovenia). Le prime tracce iconografiche del Teatro di Figura in Europa risalgono al Medio-Evo. Nello stesso periodo si diffonde, dall’Atlantico ai Balcani, una comune cultura umanistica. Una moderna idea di Europa comincia a prendere corpo nei palazzi, nelle città operose, nelle chiese, nelle università. Nei cortili, sui sagrati delle chiese, nelle piazze dei mercati, si manifesta un intenso brulicare di scambi. In questi luoghi si trovano le radici profonde della Commedia dell’Arte, del teatro di strada, dei cantastorie, dei saltimbanchi, dei burattinai. Attraverso i linguaggi dei gesti, della satira feroce e della buffoneria, nasce una drammaturgia robusta, capace di misurarsi con ogni pubblico. I burattinai, con i loro “castelli”, si guadagnano la vita irridendo ai ricchi e ai potenti, castigando i difetti e i vizi di nobili e borghesi, divertendo generazioni senza fine di adulti e di bambini, di villani e cittadini. Mentre si riaprono le frontiere e si intravede concretamente la nascita di una nuova Europa delle nazioni e dei popoli, gli antichi eroi popolari di legno ripartono, assieme con le loro baracche variopinte. L’origine dei loro personaggi-protagonisti si confonde con la nascita e l’affermazione delle maschere dei diversi carnevali. Si va dal medievale Karaghiòz turco, al rinascimentale Pulcinella napoletano, al settecentesco Punch inglese, all’ottocentesco Vitez Laszlo ungherese. Il repertorio ha radici comuni, canonizzate dalla Commedia dell’Arte, ma sviluppi diversi e originali. In genere gli spettacoli, della durata di circa 30 minuti, sono composti da brevi e fulminanti storie, concatenate fra loro. Vi é sempre un protagonista, che coincide con l’eroe popolare di quell’area culturale e folklorica e una serie di antagonisti (la donna, il poliziotto, il contadino sciocco, il giudice, il boia, il diavolo, la morte ecc.) contro i quali l’eroe combatte fra battute e movimenti veloci ed esilaranti. Il testo é sempre comprensibile, poiché prevale il linguaggio dei gesti. La tecnica usata da tutti é quella dei burattini a guaina, calzati da sotto, nelle due mani, dal burattinaio e dai suoi assistenti. L’ingombro scenico é minimo: il castello (o baracca) é un vero e proprio teatrino accessoriato e autosufficiente. La mostra, collaterale al programma di spettacolo, é il risultato del lavoro del Centro Teatro di Figura di Cervia sulle tradizioni fin qui descritte e presenta le baracche e i burattini delle diverse tradizioni. Il percorso sarà arricchito da note divulgative sui diversi personaggi. Un angolo video permetterà di approfondire in modo godibile l’argomento e rivedere i burattini e i loro “eroi” all’opera.’

Data

18 Agosto 1996

Edizione

1996

Luogo