Sanità per tutti: un sistema con una data di scadenza?

Redazione Web

Sanità per tutti: un sistema con una data di scadenza?

Rimini, 21 agosto 2023 – Tra le prime forme di attenzione e di cura verso il prossimo è, certamente, un
sistema che si fa carico e tutela la salute di tutti. Un’amicizia inesauribile è tale se sostenuta da un servizio
sanitario amico, ovverosia sussidiario e solidale; una sanità che mette la persona, bisognosa di salute e di
assistenza sanitaria, al centro del proprio interesse. Una sanità che cerca di offrire servizi in maniera equa e
solidale su tutto il territorio nazionale e con accessibilità in tempi ragionevoli, fa della presa in carico del
paziente un punto di forza e adotta la prossimità dei servizi come metodo di affronto del bisogno.
Si necessita, per questo, di un giusto finanziamento, di professionisti preparati e adeguatamente motivati,
di garantire a tutti l’accesso alle cure ed alle terapie secondo i tempi definiti dal bisogno. Una sanità,
inoltre, che risponde adeguatamente all’emergenza, all’acuzie, ed alla cronicità; essa deve perseguire senza
esitazioni il diritto dei suoi cittadini ad essere curati nel migliore dei modi possibili.
È questo l’orizzonte ermeneutico nel quale si svolge l’incontro moderato da Carlo Lucchina, componente
Consiglio di Amministrazione Istituto Sacra Famiglia. Numerosi gli spunti di riflessione e preziosi i contributi
offerti dagli ospiti, illustri, convenuti nel dibattito.
Giorgio Bordin, presidente Medicina e Persona, dichiara «la difficoltà di reperire posti letto e personale
sanitario è una situazione evidente, oggettiva e sotto gli occhi di tutti; la sanità ha il bisogno di ritornare alla
sua vera origine e funzione, ovverosia non essere vissuta meramente come azienda, bensì come ente che
ha a cuore e che si impegna per la promozione e la realizzazione del benessere della persona».
Prosegue Raffaele Donini, coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che
afferma: «Le amministrazioni regionali, nel settore sanitario, si stanno impegnando per migliorare il sistema
e attuare il PNRR. Nonostante le differenze regionali traspare, però, un’unione rispetto a questo tema,
finalizzato alla cura della salute delle persone, che stupisce e meraviglia. È il desiderio di prendersi cura
delle persone il motore grazie al quale tutte le regioni, insieme, possono e devono fare di più e meglio. Il
Covid ha dimostrato l’impegno attivo delle regioni, ciò non significa che il lavoro è concluso».
«Da un’analisi molto rapida emerge che il nostro paese ha un livello di spesa pubblica molto elevata, che
rende complesso il processo di investimenti nei differenti settori, tra questi la salute. Inoltre, è necessario
affermare che, nel lungo periodo, bisogna predisporre piani di cambiamento strutturale in quanto, nei
prossimi anni, con l’allungamento del periodo di vita, il numero degli anziani rispetto ai nascituri è di gran
lunga sproporzionato»: sono le parole di Fabio Pammolli, professore ordinario di economia e management,
Politecnico di Milano.
Orazio Schillaci, ministro della Salute, attraverso una nota scritta, afferma: «Il nostro servizio sanitario è
universalistico, abbiamo trovato un sistema ingolfato che va ripensato, con lungimiranza e progettualità;
bisogna alzare gli stipendi per coloro che lavorano nel settore della salute e ottimizzare l’organizzazione
delle prestazioni; il Covid, ancora una volta, deve essere, per noi, da monito affinché l’esperienza vissuta
non cada nel dimenticatoio, bensì diventi, anche grazie ai fondi del PNRR, un sistema che sa prevenire e
guarire le malattie».
Inoltre, Riccardo Zagaria, amministratore delegato DOC Generici, sottolinea che «la spesa in ambito
farmaceutico, in Italia è circa 34 miliardi: un terzo è spesa privata, mentre il restante è spesa pubblica; un
dato destinato ad aumentare, perché si va incontro ad un numero crescente di persone anziane che
avranno bisogno di cure; fondamentale, dunque, una progettazione concreta per far sì che i farmaci siano
sempre e comunque disponibili e reperibili al fine di soddisfare la domanda».

Pertanto, la Salute resta, nel panorama politico e sociale, d’interesse dominante; molte cose sono state
fatte, ma tantissime altre dovranno essere messe in campo ed attuate il prima possibile. L’esistenza umana
è un’amicizia inesauribile; quanto più la salute rientra in un sistema sociale consolidato e tutelato, tanto più
l’inesauribilità dell’amicizia si traduce in un’esperienza autentica e di sostegno fra le persone ed i popoli.
(R.G.)

 

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