Incontro aperitivo con Franco Branciaroli

Press Meeting

Come sarà, chiede Walter Gatti al suo protagonista Franco Branciaroli, lo spettacolo-lettura serale “La notte dell’Innominato”, e come si lega al titolo del Meeting?

“Una voce che legge – spiega il celebre attore milanese – sperando che abbia ‘il duende’ dentro. Un fatto straordinario, un miracolo la conversione dell’Innominato, anche se molto repentina, Manzoni non scandaglia per gradi una condizione, come fa Dostoevskij con il personaggio di Raskolnikov. Che l’Innominato arrivi a convertirsi non è una cosa dovuta alla sua forza ma al parallelo, terribile sacrificio di Lucia. Questa fa un atto terribile, pesante, di rinuncia facendo voto di castità implorando Maria. ‘Tu sei un bene per me’ si potrebbe quindi dire di Lucia con riferimento all’Innominato”.

Gatti: “Hai interpretato personaggi grandiosi in cui il dramma del potere diventa tormento sanguinario: Re Lear, Macbeth, Caligola. Come ti senti in questo personaggio che cambia, si trasforma, e ha un piede all’inferno e uno in paradiso?”.

“Perché subentri un’azione divina, risponde Branciaroli, è necessario che ci sia un personaggio totalmente negativo, da eliminare laicamente uccidendolo o da convertire religiosamente”.

A quante edizioni del Meeting hai partecipato?, chiede ancora Gatti e l’attore risponde ricordando di essere stato protagonista di spettacoli unici, che gli richiedevano anche tre mesi di preparazione. Grandi eventi che aprirono alcune edizioni del Meeting, come Miguel Manara (1989), itinerante per le vie di Rimini, e “Assassinio nella cattedrale” (1990), sulla riva del mare. Spettacoli grandiosi per scenografie e concezione, voluti da don Giussani in persona, che, ricorda, era uno dei pochi sacerdoti che amava il teatro.

Gatti ricorda infine il grande sodalizio teatrale e umano di Branciaroli con Giovanni Testori. Il lungo percorso intrapreso con il Teatro degli Incamminati prosegue, sottolinea l’attore, cercando di fare cose che non siano banali, di mercato. Ma esiste ancora la domanda di una ricerca di verità nel teatro contemporaneo? “Oggi esiste non il teatro, ribadisce, ma un’industria culturale che soffoca tutte le forme che dicevamo prima. Le forme artistiche che si pongono domande sull’umanità sono tenute in massima parte in disparte. A furia di volersi rinnovare, di cercare ad ogni costo la trasgressione, il teatro invecchia”.

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