21 Agosto: Le canzoni di De Andrè e Jannacci al Meeting. Cantautori come cercatori di umanità.

Press Meeting

Al Meeting di Rimini domani è la giornata dei cantautori: lunedì 21 agosto il cartellone degli spettacoli propone infatti il concerto di Neri Marcoré e dello GnuQuartet dedicato a Fabrizio De Andrè Come una specie di Sorriso – Omaggio a Fabrizio De Andrè (Arena Spettacoli UnipolSai D3, lunedì 21 agosto, ore 21.45), mentre lo scrittore Guido Mezzera propone Le scarpe del Tennis (Teatro Novelli, lunedì 21 agosto, ore 21.30), una piece teatral-musicale basata sui personaggi di alcune canzoni di Enzo Jannacci. Con queste due proposte il Meeting conferma la sua attenzione alla canzone italiana, soprattutto laddove i suoi interpreti riescono a confrontarsi come autentici “cercatori d’umanità” con le domande più autentiche e sincere dell’uomo.
Lo spettacolo interpretato da Neri Marcoré è un dinamico viaggio nella poetica di Fabrizio De Andrè attraverso titoli immortali come Susanne, Quello che non ho, Rimini, Fiume Sand Creek, Le acciughe fanno il pallone, Andrea, Hotel Supramonte, Korakhané e Don Raffaé. Marcorè in scena è accompaganto dal GnuQuartet, celebre ensemble di archi composto da Stefano Cabrera (violoncello e arrangiatore della serata) anche da Raffaele Rebaudengo (viola), Roberto Izzo (violino) e Francesca Rapetti (flauto). Spiega Cabrera, maestro concertatore: “Noi ci consideriamo una rockband che suona strumenti classici e devo ammettere che arrangiare De Andrè è stato un lavoro in un certo senso molto facile, perché tutti i suoi lavori hanno meccanismi melodici già sostanzialmente acustici, privi di orpelli elettronici da decodificare. Per questo a Rimini proporremo uno spettacolo che arriverà al cuore delle canzoni di De André in un contesto di grande purezza sonora. Ma a prescindere dagli aspetti tecnici, ci sono tematiche culturali molto interessanti in questa serata, visto che De André è un’artista che condensa tante riflessioni su varie sfaccettature dell’umano. Dal mio punto di vista il suo lavoro migliore è senza dubbio Anime Salve, un disco che anche al Meeting può essere un’occasione di ascolto attento visto che il tema della salvezza può offrire molti spunti di approfondimento…”
Differente nei suoi presupposti narrativi lo spettacolo che Guido Mezzera dedica ad Enzo Jannacci: si tratta infatti di una serata in cui i personaggi del musicista milanese (che è stato in concerto al Meeting nel 2009) prendono corpo e vita. “Così il nostro spettacolo”, spiega lo stesso Mezzera, “diviene un mix di parole e musica, con racconti di vita metropolitana che si incrociano con l’interpretazione di cinque canzoni, La ballata del pittore, El purtava i scarp del tennis, Sei minuti all’alba e Soldato Nencini, e Gli Zingari, che a mio parere è forse la più grande canzone di Enzo”. Una canzone, quella degli Zingari, che è al centro della piece per quella sua capacità di tratteggiare lo stupore di fronte alla diversità e al mistero: “E allora gli zingari guardarono il mare/ e restettero muti perché subito inteseroche là/ non c’era niente, niente da dover capire/ niente da stare a parlare, niente da stare a parlare/ c’era solo da stare, fermarsi e ascoltare”.
Jannacci e De Andrè: ma il dialogo del Meeting con i cantautori non finisce qui, visto che tra due giorni a Rimini andranno in scena le canzoni di Claudio Chieffo a dieci anni dalla sua scomparsa. Qualcosa lega questi tre autori così apparentemente differenti? Risponde Guido Mezzera: “Credo si possa trovare un evidente legame sotterraneo: Jannacci è un autore che radica le sue più grandi canzoni su uomini che ammettono di aver bisogno. La sensibilità di De Andrè gli ha fatto invece cogliere l’esistenza con una drammaticità senza pari. Chieffo è l’uomo che ha incontrato qualcosa che illumina l’esistenza. Modi diversi di esperimere il bisogno ultimo di significato. Per questo sono convinto che i tre siano intrinsecamente collegati. Bene ha fatto il Meeting a proporli nella stessa edizione”.

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