Zangrillo: assunte 641 persone tra il 2023 e il 2025

Redazione Web

Rimini, 25 agosto 2026. Valorizzare il merito, attrarre i giovani e accompagnare l’intelligenza artificiale con nuove competenze: sono le priorità emerse al Meeting di Rimini nell’incontro “La Pubblica Amministra-zione dei talenti: valorizzare il merito nel cambio generazionale”, trasmesso in diretta sui canali digitali di Sky e sostenuto da Visa.

Il dialogo ha riunito Carmen Alonso Sanchez di Visa Government Solutions, Massimiliano Facchini di Accenture Italia e Grecia, Paolo Maggioli, presidente e amministratore delegato del Gruppo Maggioli, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.

Moderato da Salvatore Taormina, coordinatore del dipartimento Istituzioni e Amministrazione Pubblica della Fondazione per la Sussidiarietà, nel saluto iniziale ha ricordato che la PA italiana conta 3.491.000 dipendenti, meno di Germania, Francia e Regno Unito, mentre la spesa per il lavoro pubblico incide sul PIL per il 9 per cento, contro una media europea del 10,2 per cento. Il problema non è quindi una macchina sovradimensionata, ma la capacità di renderla attrattiva e preparata alle trasformazioni tecnologiche e geopolitiche. Il ricambio generazionale diventa l’occasione per trasferire conoscenze, introdurre professionalità nuove e riconoscere i talenti che ogni giorno assicurano servizi essenziali ai cittadini.

Facchini: alfabetizzazione all’AI e governo dei dati

Massimiliano Facchini ha individuato tre trasformazioni simultanee: l’uscita di una quota rilevante di dipendenti, l’accelerazione dell’intelligenza artificiale e un quadro geopolitico che riporta al centro sovranità, cybersicurezza e resilienza. I nuovi assunti possiedono una familiarità digitale di base, ma devono acquisire le competenze di processo e la conoscenza della macchina amministrativa. Al tempo stesso, la velocità e la diffusione dell’AI rendono necessaria un’alfabetizzazione estesa a tutta la popolazione del lavoro pubblico. Non occorre trasformare ogni funzionario in un data scientist: serve piuttosto consapevolezza delle fonti, delle finalità per cui un dato può essere utilizzato e della possibilità di controllare i processi algoritmici. Diventano così centrali le competenze. Facchini ha osservato che la PA italiana non è indietro rispetto alle altre amministrazioni europee e ha già affrontato positivamente la trasformazione digitale sostenuta dal PNRR. Il passaggio successivo consiste nell’abbracciare le nuove tecnologie senza ignorarne i rischi, formando giovani e dipendenti a usarle con giudizio. L’obiettivo non è soltanto una maggiore efficienza, ma «estrarre più valore dall’in-formazione e rendere più valore, se possibile, nei confronti del cittadino».

Sanchez: pagamenti digitali come esperienza di fiducia

Carmen Alonso Sanchez ha mostrato come i pagamenti pubblici rappresentino uno dei punti più concreti del rapporto fra amministrazione e cittadini. Una pensione, un sussidio di disoccupazione o un sostegno a una piccola impresa rendono visibile l’azione pubblica; ritardi, file e incertezza colpiscono invece soprattutto le persone vulnerabili. I giovani confrontano l’esperienza offerta dai governi con servizi digitali immediati, mobili e trasparenti. Identità e portafogli digitali sono destinati a integrare informazioni sanitarie, percorsi di studio e strumenti di pagamento, superando progressivamente buoni, assegni e contante. Sanchez ha richiamato programmi già sviluppati in Germania, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Guatemala attraverso carte prepagate e credenziali digitali, con l’obiettivo di ridurre tempi e costi, aumentare la sicurezza e prevenire le frodi. La modernizzazione non consiste soltanto nel trasferire denaro dal punto A al punto B, ma nel rendere l’erogazione trasparente, affidabile e coerente con le finalità pubbliche. «I pagamenti governativi sono uno dei

modi più diretti in cui le politiche pubbliche diventano qualcosa di reale per i cittadini», ha affermato, indicando nel pagamento digitale una leva di inclusione e fiducia.

Maggioli: integrare esperienza e nuove professionalità

Paolo Maggioli ha respinto l’immagine di una pubblica amministrazione arretrata. L’interesse crescente delle imprese e degli investitori verso questo settore segnala fiducia nelle sue prospettive. Nel percorso del PNRR, il Gruppo Maggioli ha accompagnato circa tremila comuni e ha trovato, nella quasi totalità dei casi, interlocutori preparati e disponibili a mettersi in gioco. La fase successiva presenta però una sfida ancora più impegnativa: sicurezza informatica, scienza dei dati e servizi digitali richiedono competenze elevate, mentre nei prossimi cinque o sei anni la PA perderà quasi un terzo dei propri addetti. Il ricambio può liberare energie e idee, purché le amministrazioni sappiano attrarre giovani interessati non soltanto al posto fisso, ma alle possibilità di carriera, alla premialità, alla formazione e alla conciliazione tra lavoro e famiglia. Le competenze tecnologiche dei nuovi ingressi devono inoltre integrarsi con il patrimonio normativo, giuridico, amministrativo e operativo di chi già lavora negli enti. Quando un funzionario lascia il servizio, porta con sé consuetudini e conoscenze difficili da sostituire. Per Maggioli, la collaborazione stretta fra generazioni farà la differenza: «Solo da una collaborazione strettissima tra i nuovi che entrano e quelli che sono nell’amministrazione da anni potremo raccogliere il meglio».

Sala: retribuzioni, carriere e capacità di fare regia

Giuseppe Sala ha chiesto di affrontare la frammentazione istituzionale italiana e di ripensare l’organizzazione pubblica alla luce dell’intelligenza artificiale. Città e amministrazioni locali sono i luoghi in cui si concentrano le tensioni della modernità, ma anche quelli in cui il cambiamento viene richiesto e possono nascere soluzioni concrete. Milano gestisce più di un milione di fascicoli digitali dei cittadini e utilizza la digitalizzazione per semplificare le procedure; il ruolo del Comune, secondo Sala, è esercitare una regia che coinvolga tutti gli attori, riconoscendo i limiti dell’ente. Resta decisiva la qualità del personale. Nel Comune il 40 per cento dei dipendenti ha più di cinquant’anni e il 10 per cento ne ha più di sessanta. Per rendere attrattiva la carriera pubblica occorre riconoscere chi lavora bene, offrire prospettive di crescita e affrontare il divario retributivo, particolarmente pesante nelle città ad alto costo della vita. Nell’ultimo assestamento di bilancio, ha riferito, i fondi ottenuti attraverso efficientamenti sono stati destinati all’aumento dei salari comunali. «Il dipendente pubblico deve essere pagato di più e meglio, questo è un punto fondamentale», ha dichiarato, chiedendo strumenti che consentano agli amministratori di valorizzare il merito e trattenere professionalità di qualità.

Zangrillo: concorsi più rapidi e 641.000 nuovi ingressi

Paolo Zangrillo ha tirato le fila e ricondotto la modernizzazione alle persone. Dopo otto anni di blocco del turnover, l’età media dei dipendenti era salita dai 43 anni del 2009 ai 52 del 2021, rendendo urgente il ricambio. Il primo intervento ha riguardato i concorsi: nel 2021 la durata media era di 782 giorni, cioè due anni e mezzo; la digitalizzazione delle procedure l’ha ridotta a quattro mesi. «Questo ci ha consentito, nel periodo tra il 2023 e il 2025, di assumere 641.000 persone», ha annunciato il ministro. Le assunzioni potrebbero raggiungere quota 850.000 entro la fine dell’anno e più della metà dei nuovi dipendenti ha meno di quarant’anni. Per la prima volta dopo quindici anni, ha sottolineato Zangrillo, la pubblica amministrazione italiana è tornata a crescere. Parallelamente è aumentato l’investimento sulle competenze. Alla fine del 2022 la formazione media era ferma a sei ore annue per dipendente; attraverso il portale Syllabus, al quale aderiscono più di diecimila amministrazioni, si è arrivati a 41 ore. Sono stati inoltre avviati otto hub territoriali, dedicati anche alla digitalizzazione e a settori specifici come la sanità. La formazione non può essere una voce residuale: è la condizione che permette alla più grande organizzazione del Paese di aggiornarsi e continuare a erogare servizi essenziali.

Merito, leadership e fiducia nei giovani

Sul piano economico, Zangrillo ha ricordato il rinnovo di venti contratti negli ultimi tre anni e lo stanziamento di trenta miliardi di euro. La tornata 2025-2027 è stata chiusa con un anno e mezzo di anticipo, ma il divario con il privato resta evidente soprattutto nei ruoli di maggiore responsabilità. La risposta proposta dal ministro affianca alle risorse una nuova cultura del merito. La valutazione che considerava eccellente il 98 per cento dei dipendenti impediva di distinguere e premiare i talenti. La nuova legge consente ai dirigenti di proporre

avanzamenti di carriera per i collaboratori, dentro un sistema definito più severo, trasparente e imparziale. La responsabilità primaria del dirigente, ha spiegato, è la gestione del capitale umano: definire una visione, ap-passionare le persone e far sì che ciascuno si senta parte dell’organizzazione. «i nostri 3,4 milioni di dipendenti non si sentano dei numeri, ma persone orgogliose del proprio lavoro quotidiano», questo è l’obiettivo indicato. Circa un milione di lavoratori lascerà la PA nei prossimi cinque anni: per Zangrillo è un’opportunità straordinaria per affidarsi a giovani capaci di leggere i cambiamenti. Investire su di loro significa preparare la futura classe dirigente e creare le condizioni per uno sviluppo virtuoso del Paese.

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