Vittadini presenta il Meeting 2019 all’“Aperitivo Community Fellow” promosso da Elis

Eugenio Andreatta Home, News

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Un aperitivo informale, con scambio di auguri di Pasqua, al termine di una giornata di lavori che ha coinvolto i dirigenti di importanti aziende, può diventare un momento di incontri significativi, tra persone che magari non si conoscevano. E magari, tra un brindisi e una stretta di mano, ci si accorge che in un mondo di analisi disfattiste o proclami demagogici c’è una possibilità di costruzione positiva.

Questo è accaduto a Roma nella sede Assicurazione Generali di via Bissolati nella serata di mercoledì 17 aprile. Per iniziativa di Elis il Meeting è stato presentato nel corso dell’“Aperitivo Community Fellow” promosso dalla realtà educativa non profit Elis, presente nella veste di padrone di casa Marco Sesana, amministratore delegato di Assicurazioni Generali.

«Dedicheremo un intero padiglione del Meeting 2019 alla sostenibilità come movimento culturale che tende alla ricerca di un nuovo umanesimo in economia», ha detto Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e componente del cda del Meeting, «per questo parleremo di formazione e lavoro mostrando esperienze di eccellenza come Elis. Cercheremo di riflettere sul fatto che non può esserci sostenibilità senza sussidiarietà, senza cioè credere nel valore delle energie che nascono “dal basso”, dall’iniziativa personale e sociale». Rimettere al centro del dibattito la sussidiarietà, ha ricordato Vittadini, «significa ritornare a pensare alla centralità dell’uomo, alla sua identità che è il tema del Meeting 2019: “Nacque il tuo nome da ciò che fissavi”».

L’amicizia tra Meeting ed Elis è stata occasione di incontri con molte persone nuove, soprattutto imprenditori. «L’unico fattore che può generare un cambiamento è l’imprevedibile mistero della persona», ha detto la presidente del Meeting Emilia Guarnieri nel suo breve intervento, «noi possiamo fare un’azione educativa, possiamo farci compagnia. Il Meeting da quasi quarant’anni sta cercando di fare questo. Penso che anche i tremila ragazzi che ogni anno lavorano gratuitamente con noi traggano da questa esperienza un’occasione di educazione». I quarant’anni del Meeting comunque, ha concluso Guarnieri, «non sono per noi la celebrazione di un anniversario, ma l’occasione di chiederci nuovamente dove la realtà e il mistero della vita ci stanno portando. Siamo di fronte a questi quarant’anni con questa domanda».