Lo sguardo di Papa Francesco su ogni cosa

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«Il gesuita è un maestro del discernimento, quindi da lei vorremmo capire come Papa Francesco ci chiede di guardare il mondo e come tornare ad amare la politica, verso la quale viviamo un periodo di grande disaffezione». È la domanda che Emilia Guarnieri, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, ha posto ad Arturo Sosa Abascal, preposito generale della Compagnia di Gesù, protagonista dell’incontro “Imparare a guardare il mondo con gli occhi di papa Francesco”, in sala Neri UnipolSai.
Dopo aver ricordato che «il discernimento caratterizza i gesuiti per effetto della loro unità, che prescinde da razza, nazione o altre differenze», Abascal ha spiegato che «alla loro fondazione, nel 1600, momento di cambiamenti epocali, i gesuiti venivano anche da paesi tra loro in guerra».


Per capire lo sguardo sul mondo di papa Francesco, dunque, è utile «richiamare le quattro preferenze apostoliche che i gesuiti hanno presentato al Papa e che lui ha approvato: indicare il cammino verso Dio attraverso gli esercizi spirituali, aiutare i poveri, accompagnare i giovani, collaborare alla cura della casa comune». Queste preferenze apostoliche trattano cosa fare, non come farlo» ha continuato Abascal sottolineando che gli esercizi spirituali conducono al discernimento che altro non è che identificare le obbligazioni che abbiamo verso l’imperativo della coscienza. «Queste obbligazioni si dipanano poi nelle altre tre preferenze apostoliche: aiutare i poveri e accompagnare i giovani, secondo l’insegnamento dell’enciclica Evangeli gaudium di papa Francesco, significa acquisire il loro sguardo sul mondo».


Lo stesso Sant’Ignazio di Loyola, ha ricordato Abascal, ci ha insegnato che non possono risolversi nuovi problemi con vecchie risposte «coerentemente con il suo insegnamento quindi occorre che noi impariamo dal mondo come oggi si presenta, pure secolarizzato, a trarre i segni che lo Spirito ci manda». La quarta preferenza apostolica è l’oggetto dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, che ha la primaria sua preoccupazione verso il sociale, inteso come cura del bene comune. «Tutto è connesso – ha detto Abascal – quindi la crisi dell’ambiente è la crisi della società, pertanto solo uno sviluppo sostenibile, sorretto dall'accordo di tutte le nazioni, può garantire armonia sociale».


Emilia Guarneri ha sollecitato nuovamente il relatore a spiegare come si possa tornare ad affezionarsi alla politica. «Non si può vivere il Vangelo senza assumere una posizione politica – ha risposto Abascal – esistono nella società dei “luoghi teologici” i giovani, i poveri, gli emarginati, che sono quelli attraverso l’osservazione dei quali si può capire come Dio agisce nel mondo. Per questo la politica, intesa come ascolto, comprensione e condivisione dei bisogni del mondo è il servizio più grande del cristiano».