Ivan Caracalla, un premio per la promozione della cultura tra Libano e Italia

31 Marzo 2021
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Una bella notizia dal Libano. L’Ambasciatrice italiana a Beirut Nicoletta Bombardiere ha conferito a Ivan Caracalla l’Ordine della Stella d’Italia in riconoscimento dei suoi eccezionali risultati artistici nella promozione della danza e del balletto in Libano e nel mondo attraverso Caracalla Dance Theatre, e dei suoi legami artistici con l’Italia.

«Decorando Ivan Caracalla, decoriamo la visione e la missione del suo teatro, che è la promozione del balletto in Libano», ha detto Bombardiere, come riporta l’agenzia Nova. «Prima di prendere le redini della compagnia, Ivan ha trascorso anni in Italia e in Europa, dove ha sviluppato una stretta collaborazione con il regista italiano di film e opera, Franco Zeffirelli, il cui nome non ha bisogno di ulteriori spiegazioni», ha aggiunto l’ambasciatrice. Da parte sua Caracalla ha ringraziato i presenti e l’ambasciatrice, dicendosi «profondamente onorato». «L’Italia ha svolto un ruolo di ispirazione nella mia carriera artistica. L’Italia è la terra del Rinascimento. L’Italia è la terra dell’opera, del teatro, del cinema. È dove Michelangelo e Da Vinci si sono incrociati per le strade di Firenze»,

«La compagnia Caracalla Dance Theatre», spiega Otello Cenci, responsabile del dipartimento Spettacoli del Meeting, «è stata ospite del Meeting di Rimini nel 2012, con una delle sue opere di teatro danza più rappresentative ‘The Villager’s Opera’. Da quell’anno è cresciuto un rapporto di grande amicizia e vera stima reciproca che ci rende particolarmente felici, di apprendere oggi, dell’importante onorificenza assegnata ad Ivan Caracalla, per la sua attività di promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e il Libano attraverso l’arte e la cultura».

«Il messaggio che vorrei lanciare», disse Caracalla al Meeting 2012, «è che la differenza fra la gente non è un ostacolo. Si è una diversità ma bisogna capire come utilizzare questa diversità e trovare il modo per unirla. Questo è un grande messaggio soprattutto per noi che siamo libanesi. Arte e cultura si fondono insieme nella grande manifestazione del Meeting».