Azer, dove sembrava impossibile

Agosto 2023

Azer: dove speranza e fede si intrecciano in mezzo alle sfide

Nella luce del 22 agosto, la straordinaria storia di Azer: Quando fede e speranza si intrecciano a Rimini

Di Anita Coraloni e Caterina Rizzo

 

In un angolo remoto della Siria, dove la guerra, la pandemia e la tragedia sembravano aver dominato ogni speranza, si erge un simbolo di resilienza e fede: il Monastero di Azer. Vent’anni fa, un gruppo di monache trappiste abbracciò questa terra martoriata, portando con sé la tradizione benedettina di lavoro e preghiera. Nonostante le avversità, sono diventate un faro di speranza per una popolazione segnata dal conflitto.

Di ciò ha parlato il talk di oggi ospitato dal Padiglione Internazionale del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione sul tema della libertà religiosa e del dialogo interreligioso. Questo evento, svoltosi in occasione della Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime degli Atti di Violenza su Base Religiosa o di Credo, ha visto la partecipazione di importanti personalità e figure chiave del mondo ecclesiastico, diplomatico e umanitario.

L’incontro, moderato dal giornalista Davide Giuliani, ha riunito una serie di interventi che hanno illuminato l’auditorium sulla storia straordinaria e la risonanza universale del Monastero di Azer. Tra gli intervenuti, l’Ingegnere Alberto Mazzucchelli, figura chiave nel rinnovo del Monastero di Azer, ha condiviso le sfide e le emozioni di un progetto che ha trasformato un luogo di dolore e distruzione, in un faro di speranza e riconciliazione.

Il presidente di Banco Building, Silvio Pasero, ha sottolineato il ruolo cruciale delle iniziative umanitarie e di carità, descrivendo come la collaborazione con il Monastero di Azer abbia portato alla fornitura di pannelli solari, un simbolo tangibile dell’aiuto che può scaturire da imprese e organizzazioni solidali.

Hady Kobeissi, Project Coordinator di AVSI in Siria, ha affrontato la cruda realtà che affligge la Siria e Aleppo, sottolineando la necessità di interventi umanitari per garantire un futuro migliore ai bambini e alle famiglie coinvolte nelle devastanti conseguenze delle guerre, dei terremoti e delle epidemie.

Andrea Benzo, Inviato Speciale MAECI per la tutela della libertà religiosa e per il dialogo interreligioso, mettendo in luce l’importanza di una cooperazione internazionale che ponga la libertà religiosa al centro delle azioni diplomatiche, sottolineando che il partenariato tra Stati, organizzazioni religiose e organizzazioni umanitarie può contribuire a trasformare realtà complesse e instabili.

L’evento ha posto l’accento sul ruolo che l’Italia sta svolgendo nella promozione della libertà religiosa e nel sostegno ai popoli colpiti dalla violenza basata su religione o credo. La costruzione di un futuro migliore attraverso il dialogo, la collaborazione e l’azione umanitaria è stata sottolineata da ogni intervento.

In conclusione, il talk al Padiglione dell’Ibernazione ha fornito una preziosa opportunità di riflessione sulle sfide e le opportunità che emergono quando la fede, la carità e la diplomazia si intrecciano nel nome della speranza e della dignità umana. Il Monastero di Azer rappresenta un esempio tangibile di come l’impegno condiviso possa essere un faro di luce in mezzo alle tenebre, offrendo una visione di pace e riconciliazione nel cuore di una delle regioni più travagliate del mondo.