Addio al cardinale Simonis, il ricordo di Marco Ferrini

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Il 2 settembre è morto a 88 anni il cardinale Adrianus Simonis, arcivescovo emerito di Utrecht. «Rendo grazie a Dio Onnipotente per la fedele testimonianza al Vangelo del Cardinale Simonis e per il suo impegno prezioso al servizio della comunione ecclesiale», riporta il telegramma inviato da Papa Francesco, al quale ci uniamo. Fortemente impegnato nella difesa della vita, il cardinale ha visitato il Meeting in tre occasioni, nel 1991, nel 1995 e l’ultima nel 2001 in occasione della consegna del premio internazionale “Medaglia d’ oro al merito della cultura cattolica” al maestro Riccardo Muti.

Di lunga data, l’amicizia del cardinale con il Meeting ha inizio nel 1988, grazie all’intraprendenza di don Giorgio Zannoni e di uno dei soci fondatori della manifestazione, Marco Ferrini. «Ero rimasto colpito da una sua intervista sul periodico Trenta Giorni, rilasciata in occasione della visita di San Giovanni Paolo II in Olanda. Trovandomi nei Paesi Bassi per conto del Meeting di Rimini per prendere una serie di contatti, convinsi il mio compagno di viaggio dell’idea di andare a Utrecht e di cercare di visitare il cardinale senza avere preso appuntamento. Ricordo come fosse oggi il campanello di Maliebaan 40, sede dell’Arcivescovado, e lo stupore di chi venne ad aprirci la porta», racconta Ferrini a Tempi.

«Al Meeting era di casa», sottolinea don Giorgio. «Una sua caratteristica era la curiosità e sempre, in particolare nei primi Meeting a cui ha partecipato, ho assecondato questo suo desiderio di conoscenza. Mi chiedeva di condurlo a conoscere da dentro il Meeting, il mondo dei volontari. Voleva conoscere tutti e ad ognuno, giovane o adulto che fosse, chiedeva perché si trovasse lì».

Simonis, ricorda don Giorgio, era curioso del Meeting anche perché gliene aveva parlato il cardinale belga Godfried Danneels, e sin dalla prima volta, per lui quello riminese era diventato un appuntamento settimanale annuale. Nella chiesa di San Girolamo, con un gruppo di volontari, tutte le mattine alle 8 celebrava la messa. «Partecipava sempre a qualche incontro, ma per lui la cosa preziosa del Meeting erano l’habitat e la trama di relazioni che aveva stabilito. Era solito dire che la settimana al Meeting per lui corrispondeva agli esercizi spirituali».

Simonis apprezzava anche il carisma di don Luigi Giussani, fondatore di Cl. «Apprezzava come la figura di don Giussani fosse sempre presente, ma non enfatizzata, di come fosse seguito in modo reale e non formale», sottolinea don Zannoni. «Ho motivo di ritenere che l’incontro con noi gli sia stato di grande conforto nella sua missione in una chiesa che dopo il concilio ha vissuto una crisi radicale col dissolvimento della cristianità». Conclude Zannoni: «Per me è stata la documentazione della fede come amicizia che sostiene nell’affronto del proprio particolare. Vedere questo in un cardinale legatissimo al Papa è stata una conferma sorprendente».