
Santità,
di tutto cuore, benvenuto tra noi! A nome di tutti i partecipanti e dei 3.000 volontari, a nome dei relatori, curatori e artisti e di tutti sostenitori del Meeting, desidero esprimerLe la nostra immensa gratitudine per la Sua presenza e la nostra profonda gioia di poterLa accogliere oggi qui tra noi, pieni di trepidazione e consapevoli di essere, ancor prima, accolti da Lei.
Fin dalle sue origini, il Meeting per l’amicizia tra i popoli ha voluto essere un luogo di incontro e di dialogo, spazio espressivo di quell’umanità, per sua natura spalancata sulla realtà in tutte le sue dimensioni, e, allo stesso tempo, sempre in attesa del proprio compimento.
La passione per il destino di ogni singolo uomo, che don Luigi Giussani ci ha trasmesso, ci sprona a scoprire come l’avvenimento cristiano colga l’ardore di questa attesa nelle diverse circostanze della vita, qualsiasi esse siano, e faccia fiorire la capacità di accorgerci e di valorizzare ogni esperienza di bene, ogni attrattiva del bello, ogni ricerca del vero.
Solo con stupore possiamo riconoscere la ricchezza che si è generata in tutti questi anni grazie alle migliaia di persone che ci raggiungono da ogni parte del mondo. Con loro ogni anno il Meeting si rinnova come un luogo fecondo di cultura e di amicizia, un’amicizia che diventa cammino di pace, ricerca della giustizia e sostegno alla libertà di ogni singolo uomo.
Quando san Giovanni Paolo II visitò il Meeting nel 1982, ci consegnò il compito di costruire, attraverso questa amicizia, la civiltà dell'amore. Abbiamo cercato di seguire questa consegna con tutto il nostro cuore scoprendo in modo sempre più tangibile che quell’Amore, che Dante contempla nella Divina Commedia, e da cui prende il titolo questa 47ª edizione, è la vera forza che regge la vita e la storia.
Questo stesso Amore che si strugge per unire uomini e popoli è stato evocato al Suo ingresso dal coro Yasmeen di Gerusalemme - che riunisce giovani di religioni e culture diverse - insieme al coro di Comunione e Liberazione di Rimini.
Santità, fin dall'inizio del Suo pontificato, e in modo particolare nella Sua enciclica “Magnifica humanitas”, Lei ci invita ad impegnarci nella costruzione di quella città fraterna che trova in Gerusalemme il suo grande ideale. La voglio assicurare che desideriamo contribuire con tutto noi stessi alla costruzione di questa città e seguire il Suo incessante invito a “custodire l’umano” in questo cambiamento d’epoca. Siamo consapevoli che questo è il presente della nostra vocazione che ci chiama, davanti a un futuro pieno di incognite, a rinnovare ogni giorno il nostro impegno responsabile e creativo e, soprattutto, la nostra fiducia nell’Amore che tutto muove e tutto compie.
Santità, consapevoli che il Meeting è un grande dono a noi affidato, ci affidiamo a Lei.







