
Chiara Locatelli, responsabile Struttura Semplice – Unità Operativa Comfort care perinatale e assistenza al neonato con malformazioni congenite IRCCS Policlinico S. Orsola di Bologna, è una presenza familiare per il Meeting. Relatrice e moderatrice in diverse edizioni, ha portato all’attenzione di tanti il valore più profondo della sua attività di medico neonatale, intessuta di incontri significativi sia con i suoi piccoli pazienti e i loro genitori sia con i colleghi con cui ha avuto modo di condividere non solo gli aspetti puramente medici. Al centro, una visione dell’umano che non soccombe di fronte alla drammaticità dei casi che spesso si trova ad affrontare.
«In un ambiente di altissima tecnologia, i miei maestri mi hanno insegnato che il primo strumento resta lo sguardo. Osservare, seguire passo passo il paziente, capire i segnali prima ancora che intervenire. Ho imparato che la tecnologia serve solo se sostiene questa attenzione».
Il Meeting è stato la culla di questa sensibilità. «È per me un luogo molto caro. Da giovanissima sono stata volontaria, in particolare al pre-meeting. Tutt’oggi è ancora un luogo da cui attingo un giudizio per la mia vita fino a diventare un punto di costruzione della mia intera umanità».

Da partecipante a numerosi congressi e convention, la dottoressa Locatelli riesce a cogliere l’unicità del Meeting: «Secondo me chi vieni qui, visitatore o relatore che sia, ha innanzitutto una grande domanda sulla vita. Per me, ha voluto dire confrontarmi con persone che sono disposte a mettersi profondamente in discussione con la ricerca del senso delle cose. Rispetto ad un convegno scientifico, la cosa interessante è che le voci che si sentono, pur nella loro autorevolezza nel relativo ambito, sono sempre espressione di una profonda ricerca di significato della realtà e dei temi che si affrontano».
Per la dottoressa Locatelli, il Meeting è soprattutto una occasione di incontro. «Prima di tutto è un luogo di amicizia che permette di costruire la comunione e la pace. Inoltre, è un luogo di speranza. Come ha detto un genitore che è intervenuto nell’incontro che ho moderato in questa edizione, la solitudine e la paura non permettono di essere liberi e di seguire la verità. Quando non si è soli questa paura può essere vinta e la verità raggiunta. Al Meeting ciò può avvenire. Sostenerlo significa soprattutto mantenere viva la possibilità che questa speranza non sia solo una parola ma una esperienza concreta».









