
Persone all’opera, opere che crescono
«Stando seduta al desk, capitano tanti incontri in cui si chiarisce il senso di quello che stai facendo»
“Uno più uno non fa due ma duemila volte uno”, scriveva, un po' cripticamente, G.K. Chesterton. Un riuscitissimo paradosso che al Meeting si può capire meglio di tante analisi.
Patrizia e Monica, due amiche fiorentine, sono state affezionate visitatrici del Meeting sin dalla prima ora. A un certo punto, la decisione di lavorare come volontarie. Un passaggio quasi naturale.
«La prima volta - racconta Patrizia - è stata nel 2010. Da insegnante di matematica mi fu proposto di fare da guida a una mostra scientifica. Fu una mossa del tutto personale. Mi dissi: se ogni volta che vengo al Meeting vedo tanta bellezza, sarà ancora più bello per me contribuire, per come posso, a che questa bellezza si realizzi».
Intuizione che, dal tono della sua voce, si comprende che ha trovato ampia conferma. Negli ultimi due anni, insieme a Monica e a tanti altri volontari, anima i desk del “Dona ora”, dove incontra tante persone che liberamente e, spesso fedelmente, sostengono il Meeting.

«La dinamica di chi dona, in fondo, è la stessa che ha mosso me a fare la volontaria. Poco o tanto che donino, dal loro sguardo si capisce che il desiderio non è solo di partecipare alla costruzione di questa bellezza ma che questa sia incontrabile dal mondo intero».
Monica, infermiera ora in pensione, dopo tanti anni vissuti da visitatrice, vedendo il figlio lavorare come volontario ha deciso di fare anche lei questa esperienza. «Vivere il Meeting significa rendersi conto di quanto sia importante per sé e per gli alti che questa realtà possa esistere; è stato così bello che non ci ho pensato due volte a rifarlo».
Non è solo un dare contributo ma partecipare a una vita. «Anche stando seduta al desk, capitano tanti incontri in cui si chiarisce il senso di quello che stai facendo, il perché il Meeting è importante; soprattutto, capisci che la gente si muove per una speranza. Qui è possibile guardare la realtà in una maniera diversa, sorprendendo le esperienze positive che il mondo intorno a noi spesso non ci fa vedere».
Quando è così, è inevitabile il desiderio che il Meeting possa continuare a esistere. Ricorda Monica: «L’anno scorso si fermò al desk un ragazzo venuto per la prima volta. Trafelato e di fretta perché era in partenza, ci disse: qui è tutto bellissimo e gratuito; non potevo andare via senza aver dato il mio contributo a tutto questo».









