Ripartire dalla cura

19 Agosto 2020

di Chiara Ugolini

“Anche la sanità guarda al futuro”. Le parole dell'ex presidente della Bce Mario Draghi in apertura del Meeting trovano riscontro anche in uno dei temi affrontati dalla quarantunesima edizione: “Salute e cura”. Un argomento già approfondito lo scorso anno, ma che nell’estate 2020 non ha potuto non tener conto della particolare situazione in cui ci troviamo. “Lo scenario è mutato e cambierà ancora in futuro - sottolinea Luigi Cammi, responsabile di Meeting Salute - è necessario un cambiamento strutturale a livello globale e locale, non soltanto da un punto di vista della gestione delle risorse ma anche sul piano organizzativo per la cura della pandemia e delle persone”.

Per questo lo sguardo del Meeting è “a domani”, a come migliorare e far ripartire il Sistema sanitario nazionale dopo l'emergenza coronavirus. Ma per farlo è necessario affrontare quelle che sono state alcune delle problematiche di questi mesi. “Le persone hanno smesso di curarsi - sottolinea Riccardo Zagaria, amministratore delegato di Doc Generi Srl, nell'incontro 'Tempo di ripartire e tornare a curarsi: la salute non può aspettare' - Negli ultimi mesi è stato venduto circa il 20% in meno di farmaci, inclusi quelli prescritti a malati cronici”. A diminuire però sono state anche le visite ambulatoriali, secondo una ricerca di mercato svolta da Medi-Pragma Srl. “Gli accessi dei pazienti in ospedale o negli ambulatori a luglio  sono stati di meno rispetto a quelli del mese di febbraio”, annota Lucio Corsaro, direttore generale Medi-Pragma. Le ragioni sono differenti, ma principalmente paura e sicurezza. “Molti temono di contrarre il coronavirus in ospedale - sottolinea -. Il 12% di coloro che hanno preferito rinunciare alle visite lo hanno fatto per motivi economici, di solito è circa il 5%”. Se il 50% ha detto che si sottoporrà al vaccino antinfluenzale, il 62% dice sì a un eventuale vaccino per il Covid-19. “Una percentuale molto bassa per entrambi però”, aggiunge Corsaro.

“Abbiamo vissuto una situazione drammatica – osserva Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici e chirurghi e degli odontoiatri, -. Non eravamo preparatissimi, gli ospedali sono stati convertiti e una buona parte dei pazienti ha rinunciato alle cure perché una parte del sistema ha dovuto trasformarsi per affrontare la pandemia”.

Nei prossimi giorni il tema sanità sarà affrontato da uno dei protagonisti sul fronte nazionale della pandemia Domenico Arcuri, amministratore delegato Invitalia e commissario straordinario per l'emergenza Covid. Domani sarà lo stesso  Cammi a coordinare l'incontro che discuterà del futuro dei sistemi sanitari dopo la pandemia, di come devono cambiare per proteggere al meglio i cittadini e quale è il ruolo della medicina sul territorio e quello degli ospedali. Sabato, invece, si cercherà di delineare i nuovi percorsi per ridurre il rischio clinico, come rendere più sicuri gli ospedali, ambulatori e i luoghi di lavoro per non vivere più nella paura del contagio.