Il potere dei senza potere, al #meeting19 la mostra che intervista Václav Havel

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A quarant’anni dalla sua pubblicazione in Italia, l’attualità del tema al centro del libro di Václav Havel, ‘Il potere dei senza potere’, pur nelle mutate circostanze storiche, è evidente: il ruolo politico della verità, il protagonismo della società e la forza di cambiamento della vita nella verità. All’ideologia, per sconfiggerla, non si oppone un’altra ideologia, ma una vita che ha il coraggio delle sue ragioni, inevitabilmente “politiche”.

In questa prospettiva, celebre ed emblematico è l’episodio dell’ortolano, raccontato da Havel nel ‘Potere dei senza potere’, a cui si ispirerà anche l’allestimento architettonico della mostra. «Il direttore di un negozio di frutta e verdura mette in vetrina, fra le cipolle e le carote, un’insegna con lo slogan “Proletari di tutto il mondo, unitevi!”. Perché lo fa? Cosa cerca di comunicare al mondo? È veramente eccitato dall’idea di un’unione tra i lavoratori di tutto il mondo? […] Ora immaginiamo che un giorno qualcosa nel nostro ortolano scatti e che la smetta di esporre il suo slogan solo perché gli fa comodo. […]. Comincia a dire ciò che pensa veramente alle riunioni politiche. In questa rivolta l’ortolano smette di vivere all’interno della menzogna. […]. La sua rivolta è un tentativo di vivere nella verità».

Il tentativo di vita nella verità è raccontato da Havel nei suoi scritti e al contempo testimoniato dalla sua stessa vita: sull'onda della repressione seguita alla fine della Primavera di Praga (1968), Havel è stato un dissidente e un perseguitato politico sotto il regime comunista dell'allora Cecoslovacchia; ha poi preso parte al movimento Charta 77 ed è diventato uno dei leader della “Rivoluzione di velluto" (1989); quindi, dopo essere stato più volte incarcerato dal regime, diventerà il primo presidente della Repubblica Ceca (1993).

La mostra proposta dal Meeting, promossa dalla Fondazione Costruiamo il Futuro e dalla Library Václav Havel, a cura di Ubaldo Casotto e Francesco Magni, vede la partecipazione di un gruppo di giovani provenienti da diversi paesi europei (in particolare Italia, Repubblica Ceca e Spagna). Si svilupperà come una lunga intervista ad Havel stesso: le domande sono formulate oggi, le risposte tratte liberamente dai suoi libri. Per scoprire, attraverso la vita, le parole, il pensiero e le inquietudini di Havel, che cosa può segnare davvero la storia di un popolo. Oggi come allora.