Fabbri: la morte, la vita spezzata e la nostalgia

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«C’è un altro modo di pensare alla morte, cioè di pensare alla vita come un progetto che la morte spezza. Chiunque pensi in questo secondo modo può pensare che c’è un senso al di là della morte, senso che può essere immanente o può essere trascendente, ma in qualche modo si accompagna ad una immagine della vita come progetto». Sono le parole a Meeting del 1994 del semiologo di fama internazionale Paolo Fabbri, scomparso il 2 giugno 2020 nella sua Rimini. Studioso di fama internazionale, Fabbri partecipò anche in qualità di Presidente dell’istituto italiano di cultura a Parigi, all’omaggio a Ionesco che il Meeting quell’anno vorre proporre. «La morte in questo caso introduce una specie di nostalgia di un progetto non compiuto», commentò ancora Fabbri.

Guarda l'incontro 'Dall’assurdo alla speranza. Omaggio a Eugène Ionesco', del 25 agosto 1994.