PAOLO JANNACCI STRING QUARTET - Meeting di Rimini

PAOLO JANNACCI STRING QUARTET

Paolo Jannacci String Quartet

Il Jazz per tutti, la sfida di Paolo Jannacci che torna al Meeting per una serata all’insegna delle sue composizioni e del suo pianoforte. Con Paolo Jannacci (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria), Marco Ricci (basso), Luca Meneghello (chitarra).

 

Torna al Meeting Paolo Jannacci, dopo aver accompagnato il padre Enzo nel 2009. E ci torna insieme al batterista Stefano Bagnoli, al bassista Marco Ricci e al chirarrista Luca Meneghello per una serata all’insegna del jazz.
“La mia sfida è un jazz per tutti”, ama ripetere il musicista, nato nel 1972 a Milano, musicista professionista dal 1987, compositore di colonne sonore e docente di musica d’insieme al Cpm di Milano.

Ha all’attivo una nutrita serie di collaborazioni che lo hanno portato al fianco di artisti, cantanti e musicisti quali Dario Fo, Giorgio Gaber, Paolo, Rossi, Chico Buarque, Massimo Ranieri, Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, Mauro Pagani, Cochi & Renato. E al padre Enzo, ovviamente, per il quale ha curato gli arrangiamenti di numerosi dischi, accompagnandolo al piano in tournée.
Ha tenuto concerti in Italia e all’estero, dove “mi trovo meglio: non guardano l’orologio e ti stanno ad ascoltare rilassati», come ha affermato lui stesso.

Le sue composizioni, quasi tutte originali, vedono il pianoforte gran protagonista da cui traspare sia l’amore per il lirismo e il retaggio romantico, sia la predilezione per atmosfere più mosse e latine. Debitore della lezione di maestri come Oscar Peterson, Bill Evans, Herbie Hancock, ma anche di compositori classici quali Debussy e Chopin, viene messo in mostra un pianismo delicato, riflessivo, dalla squisita sensibilità timbrica.
I suoi lavori: “Notes” (1999), “Tape 1” (2004), “My Tangos” (2005) e “Trio” (2008), inciso insieme al contrabbassista Marco Ricci e al batterista Stefano Bagnoli, partner con i quali il pianista milanese ha raggiunto un’intesa umana ed artistica più che decennale.

Ci sono quattro brani per solo pianoforte, uno di questi è una Mazurka di Chopin: «l’ho voluta inserire perché a mio parere tutto deriva da lì, dai grandi compositori classici e romantici. Non ci siamo inventati granché di nuovo. Sì, è un’esecuzione con tutti i crismi. A chi ho pensato? Beh, Arturo Benedetti Michelangeli è stato il più grande pianista di sempre: peccato non averlo potuto ascoltare dal vivo, ma quando metto su un suo disco mi butto per terra dall’emozione…».

«Ogni mia composizione – racconta – nasce dal profondo e vuole dialogare con il pubblico, farsi sentire e farsi capire. Spesso, grazie soprattutto all’amicizia, ci riusciamo. Suonare in un quartetto costringe a valori forti che la vita non propone più: bandisce l’egoismo, fa selezionare le idee, funziona solo se hai studiato molto e sai rispettare gli altri. Parto da queste basi anche nelle mie lezioni di musica d’insieme nelle scuole».

Composizione:
Paolo Jannacci: Pianoforte
Stefano Bagnoli: Batteria
Marco Ricci: Basso
Luca Meneghello: Chitarra

Hanno detto di lui

«Alle tastiere Jannacci è elegante ed efficace, svelto ma non per forza veloce, perfettamente dialogante con i suoi partner. Un efficace ingresso nel mondo del Jazz». (Antonio Orlando, Musicaedischi)

«Non è la solita musica, è una gran bella musica». (Gianni Mura)

«Qualcuno, di sicuro, lo penserà: “con quel nome ha le porte spalancate”. Se di cognome fai Jannacci e tuo padre si chiama Enzo, le chance di entrare in sala di registrazione sono decisamente più alte della media. Basta però abbandonarsi all’ascolto della sua musica (l’ultimo lavoro è “Trio”, Universal Music) per veder subito fugate illazioni e perplessità di ogni sorta e rendersi conto del talento dell’artista in questione. Perché Paolo Jannacci è un fior di pianista, un incanto di misura e bellezza». (Paolo Battifora, Il Secolo XIX)

«Jannacci junior propone musica profonda con delicatezza in un approccio pulito alla tastiera fatta di emozioni nitide e tocco privo di eccessi. Anche se il talento (le composizioni sono quasi tutte sue) ed il virtuosismo (pur senza strafare, qualche “gioco” con la ritmica c’è) certo non gli mancano». (Andrea Pedrinelli)

Data

23 Agosto 2012

Ora

22:00

Edizione

2012

Luogo

Area Piscine Ovest Edison
Categoria