L'infinito in Leopardi

 

‘La mostra ripercorre con minuzia cronologica le tappe della formazione poetica e speculativa di Giacomo Leopardi attraverso i luoghi, i personaggi e gli avvenimenti che hanno segnato la sua quotidianità. Recanati, la sua gente e l’ambiente vissuto, sono i centri ispiratori di una poesia filosofante che trasfigura la realtà in simbolo, il particolare in universale. La poesia e il pensiero di Leopardi si sottraggono all’angusto orizzonte storico nel quale l’autore visse; non temono corsi e ricorsi storici, mode ed ideologie; hanno il potere di provocare ed interpellare il cuore del lettore di ogni tempo. All’individuo contemporaneo, alle soglie del terzo millennio, il recanatese pone paradigmaticamente un’urgente alternativa: o Dio o il nulla. Partendo da premesse materialistiche, assunta la ragione come misura delle cose, Leopardi giunge alle più drammatiche conseguenze nichilistiche. Tuttavia il nulla, l'”orrido nulla” verso cui egli sente che inesorabilmente tende l’esistenza di ogni creatura, non assurge a certezza o a fondamento filosofico. La verità di questo grande poeta e pensatore non consiste infatti nella negazione, ma nella lucida consapevolezza del “mistero eterno dell’esser nostro”. Se l’intelletto ha la pretesa di ridurre tutto il conoscibile al materiale, il cuore, nello scontro con la realtà, riaccende la sua sete di Assoluto, non si rassegna alle facili evidenze della ragione. La fede materialistica viene messa in discussione dalla constatazione antropologica della “sublimità del sentire”. “Natura umana, or come, / se frale in tutto e vile, / se polve ed ombra sei, / tant’alto senti?” (“Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima”). Dinanzi a questa significativa esperienza del limite e del mistero della natura umana, Leopardi preferisce la penombra alla luce. “O ci si spalanca o ci si cruccia, è questa la scelta cruciale dal punto di vista religioso comune agli uomini di tutti i tempi” (Luigi Giussani, Il senso di Dio e l’uomo moderno). Alla realizzazione della mostra hanno collaborato Teresa Venturi, la Fondazione Leopardi di Recanati e l’ufficio Relazioni Pubbliche della RAI, Radiotelevisione Italiana.’

Data

20 Agosto 1995

Edizione

1995

Luogo