Le isole del martirio. Da monastero a lager sovietico - Meeting di Rimini

Le isole del martirio. Da monastero a lager sovietico

 

‘Il monastero delle isole Solovki, situato su un arcipelago del mar Bianco nell’estremo nord della Russia, è uno dei luoghi più significativi della storia del popolo russo. Il centro venne fondato verso la metà del sec. XV, all’interno del processo di irradiazione monastica iniziato da San Sergio di Radonez nella seconda metà del sec. XIV, quando per alcuni anni fu guidato da San Filipp, successivamente metropolita martirizzato da Ivan il Terribile. Nel 1920, all’indomani della rivoluzione, il monastero delle Solovki venne trasformato nel “lager modello” di Lenin, che sperimentò qui l’organizzazione e il regime di vita del futuro Gulag. Divenne uno dei “Colossei del sec. XX” (secondo un’espressione di Giovanni Paolo II), in cui furono detenuti innumerevoli credenti, cattolici e ortodossi. A questo lager dedica tra le sue pagine più terribili e poetiche anche Solzenicyn in “Arcipelago Gulag”. La mostra dedicata a questo luogo, realizzata con il contributo della regione Emilia Romagna, si articola in due registri paralleli che s’intersecano tra loro, il lager e il monastero, attraverso documentazioni fotografiche, rilievi architettonici, scritti e testimonianze. Tre le sezioni: il lager, le storie, il monastero. Nella prima vengono presentati documenti e informazioni sulla nascita del lager, a partire dalla lettera segreta di Lenin a Molotov del 1922. Il percorso documenta come le autorità sovietiche abbiamo progressivamente “imparato” come si gestisce un lager: si osserva infatti un progressivo inasprimento delle condizioni di vita negli anni ’20, fino al lager di sterminio della fine anni ’20 e inizio anni ’30. Se nei primi tempi la vita religiosa è consentita (anche i cattolici hanno una loro cappella), successivamente viene proibita e i preti deportati su isole minori. Nella seconda parte, sono tracciate le storie dei credenti (la quasi totalità della gerarchia ortodossa e cattolica era rinchiusa nel lager) e delle personalità di spicco del mondo culturale, politico e religioso. La terza sezione traccia il profilo del monastero, dei suoi santi fondatori, della sua spiritualità, della fioritura economica ed architettonica del secolo XVI.’

La mostra è costituita da 38 pannelli è divisa in sezioni
Introduzione dal n° 0 al n° 2
Sez. I dal n° 3 al n° 6
Sez. II dal n° 7 al n° 14
Sez. III dal n° 15 al n° 26
Sez. IV dal n° 27 al n° 37
Dal pannello n° 0 al pannello n° 6 tutti 70×100
Pannello n° 7 100×100
Dal pannello n° 8 al n° 37 tutti 70×100
La mostra è imballata in due casse di legno, una cassa 80,5X110,5X20 e una cassa 110,5X110,5X20.

Data

23 Agosto 1998

Edizione

1998