L'arte rupestre mondiale - Meeting di Rimini

L’arte rupestre mondiale

 

‘Una mostra come la macchina del tempo, che ci fa ripercorrere 40.000 anni di avventure intellettuali dell’uomo. L’arte rupestre è un fenomeno mondiale di popolazioni non letterate, che viene a cessare quando la gente che la pratica acquisisce una forma di comunicazione del tipo che chiamiamo scrittura. Prima dell’inserimento della scrittura, l’arte rupestre costituisce di gran lunga il più grosso archivio che l’umanità possegga sulla propria storia. Sono note oggi più di venti milioni di figure preistoriche distribuite in circa 100.000 siti di 120 Paesi dei 5 continenti. Alle origini, nell’antica Età della Pietra, si scopre un’umanità con interessi, attitudini stilistiche, associazioni d’idee e scelte tematiche unitarie. Da allora si segue una graduale differenziazione stilistica e tematica regionale, poi provinciale, che pare riflettere anche differenziazioni culturali, linguistiche ed etniche, per giungere, con l’inizio dell’età della produzione del cibo, nel periodo Neolitico, a quella Babele di identità diverse che fino all’inizio del nostro secolo è andata ulteriormente accentuandosi. Le capacità di astrazione, di sintesi e di idealizzazione o mitizzazione, sono caratteristiche della specie umana. Nella produzione artistica emergono le espressioni di tali capacità. Nel generico termine di arte, sono annoverate molte categorie come iconografia, poesia, musica e canto, dizione, danza e gestualità. L’immenso retaggio creativo è dentro di noi; ciò che creiamo oggi ne è l’effetto. L’archeologia riporta alla luce solo ciò che si è conservato ed in tale contesto l’arte rupestre costituisce la più importante documentazione esistente. Esigenze e capacità intellettuali dei nostri antenati hanno permesso di sviluppare ideologie, strutturare fedi, produrre arte, comunicare attraverso linguaggi articolati, creare il complesso di costumi, consuetudini, mode e valori che costituiscono la cultura. L’arte dei primordi ci comunica idee, credenze, elementi di vita sociale degli uomini che l’hanno prodotta; ci rivela il gusto, il senso dell’armonia, l’esigenza dell’estetico e dell’etico. Oggi questi sono metri, se pur necessariamente soggettivi, per valutare un individuo, una società, una cultura. La necessità irrinunciabile di produrre arte è presente nella nostra specie fin dalla prima apparizione dei nostro primo diretto antenato, l’Homo-Sapiens Sapiens, una delle cui caratteristiche era appunto quella di produrre e/o recepire messaggi grafici. In Africa vi sono manifestazioni artistiche risalenti a più di 40.000 anni. In Europa si fanno risalire le più antiche manifestazioni a circa 35.000 anni fa. In Asia le più antiche pitture note risalgono a circa 25.000 anni or sono, in Australia siamo riportati a 22.000 anni, nelle Americhe la datazione più antica viene dal Brasile ed è 17.000 anni. Queste date sono quelle oggi documentate, e certo si modificheranno in futuro, se nuove scoperte archeologiche forniranno nuovi dati. Ma già vediamo che le origini e la diffusione dell’arte sono legate alle origini e alla diffusione dell’Homo Sapiens… Emmanuel Anati’

Data

23 Agosto 1986

Edizione

1986

Luogo

Agorà C1 (Area CdO)