LA PICCOLA SPERANZA - Meeting di Rimini

LA PICCOLA SPERANZA

Con Andrea Maria Carabelli, coro musicale e coro teatrale. Musiche di Pippo Molino. Melologo teatrale tratto da Le Porche du Mystère de la duexième vertu di Charles Peguy. Traduzione di Mimmi Cassola. Produzione Teatro degli Incamminati.

 

Monologo teatrale di Andrea Maria Carabelli. Musiche composte Pippo Molino.
Melologo teatrale tratto da Le Porche du Mystère de la duexième vertu di Charles Peguy, traduzione di Mimmi Cassola, produzione Teatro degli Incamminati.

Con la partecipazione di:

CORO MUSICALE
Sara Cantamesse soprano
Annachiara Lodi mezzosoprano

CORO TEATRALE
Caterina Amigoni La speranza
Diego Becce Il padre
Andrea Beretta Il pecora
Giulia Cavazza La fede
Francesca Colli Lanzi La polemica
Elisa Fumagalli La petulante
Carolina Merati La madre
Angela Monaco La carità

Un uomo che perde la speranza perde tutto. Questo spettacolo è dedicato a Giuseppe Gulotta, un uomo innocente che per 36 anni ha vissuto in galera da ergastolano con l’accusa di un omicidio mai commesso.
Accompagnato dall’amore della moglie, dal pensiero di un figlio che cresceva e dal ricordo vivo del suo mare di Alcamo, al giornalista che gli chiede come ha fatto a non impazzire in mezzo a questo assurdo equivoco, Giuseppe risponde: “Un uomo che perde la speranza perde tutto”.
È più facile disperare, ma è più umano sperare. Ci sono dunque uomini che ancora sperano. Anche nelle situazioni più umanamente incomprensibili, l’autore del testo Charles Péguy ci parla di “questi poveri figli che vedano come vanno le cose e credano che domani andrà meglio. Che vedano come vanno le cose oggi e credano che andrà meglio domattina”.
L’uomo da sempre e in ogni istante della sua giornata non può fare a meno di sperare. Ma anche quando sembra che una fra le tante speranze lo soddisfi totalmente, prevale il bisogno di una speranza ancora più vera. Péguy rivela allora il segreto della speranza per tutti gli uomini: “Ma la speranza non va da sé. La speranza non va da sola. Per sperare, bimba mia, bisogna esser molto felici, bisogna aver ottenuto, ricevuto una grande grazia”.
Un invito dunque non semplicemente a sperare ma a trovare una ragione che possa sostenere fino in fondo la speranza dell’uomo. Andrea Maria Carabelli

IL TESTO DI PÉGUY
Precisamente cent’anni sono passati dalla pubblicazione del ciclo dei Misteri della tre virtù teologali di Charles Péguy. Lo spunto iniziale del pre¬sente lavoro nasce proprio da un invito del Centro culturale di Milano a valorizzare l’anniversario di un autore ancora purtroppo sconosciuto in Italia.
Il secondo dei tre quaderni dei Misteri è dedicato alla Speranza, la pic¬cola Speranza, rappresentata come una bambina che accompagna e trascina per mano le sorelle maggiori della Fede e della Carità.
Il testo teatrale è immaginato come un lungo e unico monologo di Mad¬ame Gervaise, la precettrice che accompagna la giovane Giovanna d’Arco nel suo cammino spirituale.
Ma il soliloquio è solo apparente: ci sono momenti in cui l’autore pre¬suppone che a parlare sia Dio, altri momenti in cui protagoniste sono le donne e momenti in cui il racconto è così intenso che la descrizione del¬la piccola Speranza o del padre di famiglia sembrano trasferirsi in prima
persona.

Data

20 Agosto 2013

Ora

19:45

Edizione

2013

Luogo

Teatro D7 Frecciarossa
Categoria