Indios Yanomami. Questo popolo sta per finire - Meeting di Rimini

Indios Yanomami. Questo popolo sta per finire

 

‘”Che almeno il mondo sappia ciò che sta succedendo qui”: sono parole tratte dal documento ufficiale presentato dagli Indios al Papa, in occasione della sua visita a Manaus, nel 1980. Un popolo, quello degli Indios Yanomani, la cui scomparsa sembra inevitabile. Si tratta di 16.400 persone che, suddivise in piccoli gruppi, occupano una vasta area di foresta amazzonica tra il Brasile e il Venezuela. Sono Indios “primitivi”, cacciatori e raccoglitori. Il possesso della terra è comunitario. Privare l’indio di questa terra significa privarlo della vita. Le cause di ciò che sta accadendo, spesso individuate solo nella malvagità dei bianchi, sono di ordine biologico e socioeconomico: alcune malattie tipiche dei bianchi, come le malattie infantili, quelle polmonari e la tubercolosi, l’esplosione demografica del Brasile, la costruzione di una gigantesca rete stradale, lo sfruttamento accelerato e irrazionale delle ricchezze minerarie e forestali. In Brasile, l’esplosione demografica e l’incremento del latifondo hanno determinato una migrazione in massa di quaranta milioni di persone verso le grandi città e verso la grande foresta. La Chiesa brasiliana è stata la prima a prendere coscienza del tragico problema degli indios. Nel Congresso Eucaristico, alla cui apertura ha preso parte il Papa, si è interrogata seriamente sulle cause e sulle responsabilità di questo fenomeno. In effetti, dieci anni fa le classi dirigenti avevano presentato il miraggio dell’ “occupazione dell’Amazzonia” come la soluzioni di tutti i mali del paese. Questo era servito a giustificare ingenti opere per la costruzione di infrastrutture in Amazzonia, per lo sfruttamento delle miniere e la creazione di nuovi immensi latifondi. Di conseguenza la foresta amazzonica, polmone verde del mondo, è in pericolo, e con essa la sopravvivenza fisica degli Indios. I missionari, con l’appoggio della chiesa brasiliana, non si propongono l’integrazione degli indios nella cultura e nella società dei bianchi. Essi difendono la terra e la cultura degli Indios, coscientizzandoli su quanto sta avvenendo, perché siano essi stessi protagonisti del loro futuro. In Italia, con l’appoggio determinante del settimanale “Il Sabato”, il Centro di Appoggio al ha raccolto oltre un milione di adesioni al progetto del “Parco Yanomami” e alla definizione legale di tutte le terre indigene, come primo passo indispensabile per garantire agli Indios, con la terra, la possibilità di vivere senza rinunciare ad essere se stessi. La visita del Papa Giovanni Paolo II a Manaus, il 10-11 luglio 1980, è stata un punto culminante di questo movimento di difesa delle culture indigene amazzoniche. Mentre si offriva agli indios, per la prima volta, la possibilità di far giungere la loro voce a tutti gli Stati del Brasile (e a tutto il mondo), il Papa ha difeso la priorità inalienabile della persona dell’indio, il suo diritto alla propria cultura e ad essere popolo e nazione.’

Data

23 Agosto 1980

Edizione

1980