Il sorgere dell’alba. Esposizione di Domenico Casadei - Palino - Meeting di Rimini

Il sorgere dell’alba. Esposizione di Domenico Casadei – Palino

 

a cura di Marco Vianello
L’alba è un momento carico di mistero, perché dono che apre alla nuova giornata di cui non conosciamo le dinamiche; ed è un momento ricco dell’attesa che tali dinamiche comincino a svelarsi. L’alba è un momento di luce straordinario, una luce che inizia a ridare consistenza alle cose e a rigenerarle dalle ombre della notte. Una luce che contiene già in sé, in potenza, il declinarsi luminoso di tutta la giornata. Per un pittore come Palino, assetato di luce, l’alba è un momento in cui il fascino del reale è al culmine, ed è il momento più propizio per catturare con lo sguardo momenti di paesaggi, accadimenti di natura e di mistero. Così la sua pittura, innamorata della luce dell’alba, e della luce tutta, vuole riproporre sulla tela l’incontro dell’artista con la realtà che nella luce si svela, incontro che ora lo entusiasma, ora lo rappacifica, ora rinfocola le sue domande mai spente, ora fornisce inizi di risposte, ma che è sempre il riaccadere di quello che lui stesso chiama “il miracolo del reale”.
Inseguendo questo riaccadere, Palino attraversa nelle sue opere le innumerevoli sfaccettature del paesaggio, di quello quotidiano ma mai scontato di San Marino e di quello sempre nuovo e inaspettato dei luoghi visitati in giro per il mondo, adattando il suo linguaggio pittorico alla molteplicità delle emozioni provate. Ora il colore è steso in pennellate vibranti e decise, quasi violente, ora si distende pacificato e quieto in stesure più controllate; ora infiamma improvvisamente come un fuoco rinvigorito da una folata di vento, ora trascolora dolcemente da un tono all’altro come sulle ali di una brezza mattutina. E sempre prova a mantenere, nel suo spessore materico, la certezza della consistenza della realtà.
Così, come scrisse Milena Milani, la sua pittura “guarda la realtà per trasfigurarla, si innamora ancora della realtà per trasfigurarla”, o meglio, guarda e si innamora di una realtà che si trasfigura nella luce e ne rinasce totalmente rinnovata. Per questo, i paesaggi di Palino non sono mai ricalchi ossequiosi, trasposizioni fotografiche, fedeli riproduzioni, ma scaturigine di un’intensità emotiva, di un porsi di fronte alla natura non come qualcosa solo da vedere, ma da partecipare, in cui entrare; soprattutto, come un qualcosa a cui appassionarsi.

Data

22 Agosto 2004

Edizione

2004

Luogo

Agorà C1 (Area CdO)