I popoli contro l'utopia

 

‘Funzione della storia è comprendere: che non equivale affatto nè al giudicare nè al giustificare. Tra i vari capitoli della nostra storia, deformati e distorti dagli intenti pedagogici delle ideologie al potere, il caso delle Insorgenze popolari antigiacobine è ancora oggi emblematico. Tra il 1796 e il 1799, e più tardi fino al 1815, molte genti della penisola insorsero contro le truppe francesi che avevano invaso il paese sull’onda lunga della rivoluzione del 1789, guidate da un giovane generale che avrebbe fatto strada, Napoleone Bonaparte. Le insorgenze antigiacobine interessarono tutti i territori italiani, dal Piemonte alla Calabria; furono differenti da luogo a luogo, da contesto a contesto, ma conobbero alcuni punti comuni, a partire dalla difesa delle tradizioni religiose e delle libertà locali minacciate dal centralismo e dall’anticristianesimo giacobino. Nel confronto con la prima “guerra ideologica” della nostra storia registrarono anche casi di sanguinaria ferocia, ma era una ferocia che reagiva ad una violenza precedente fatta di massacri, di furti di massa, di coercizione ideologica, di repressione antireligiosa. Una violenza tanto più ripugnante quanto più si ammantava degli alibi della Libertà, dell’Uguaglianza, della Fraternità. La mostra presenta un percorso costituito da pannelli e prende in esame le Insorgenze come evento storico, sottolineando ciò che è accaduto nelle varie regioni italiane, dal Piemonte alla Calabria, fino alle Isole. La parte finale documenta le eredità che il fatto storico ha lasciato. L’esposizione sarà arricchita da numerosi documenti originali, oltre che da oggetti militari dell’epoca, grazie alle collaborazioni dell’Archivio di Stato di Pesaro, del Convento di San Nicola a Tolentino, del Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna di Santarcangelo, del Museo di Stato di San Marino, di alcuni prestatori privati tra i quali l’archivio Caucci von Sauken di San Martino, Delfico di Perugia.’

Data

18 Agosto 1996

Edizione

1996

Luogo

Agorà C1 (Area CdO)