Gli Aztechi e le loro radici - Meeting di Rimini
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Gli Aztechi e le loro radici

 

‘Il titolo della mostra, “Gli Aztechi e le loro radici’, indica che la civiltà azteca, l’ultima che si sviluppa nel Messico indigeno a partire dal 1325 d.C., affonda le sue radici in precedenti culture: la tolteca (850 d.C. – 1150 d.C.: epoca post classica antica); la Teotihuacana (100 a.C. – 700 d.C.: epoca classica) e, ancora più indietro nel tempo, la “cultura madre”, quella degli Olmechi, popolo costituitosi intorno al 1000 a.C. sulla costa del Golfo del Messico. La prima sezione della mostra propone reperti appartenenti alla cultura teotihuacana, che prende il nome della città di Teotihuacan, situata a circa 40 Km. a Nord-Est dell’attuale Città del Messico; la seconda sezione riguarda invece la civiltà tolteca, che aveva il suo capoluogo a Tula, 80 km a nord dell’attuale capitale messicana; il percorso dell’esposizione approda infine alla terza sezione, dedicata alla cultura Mexica ossia agli Aztechi (1325 d.C. – 1521 d.C.) Numerosi i reperti che provengono dai recenti scavi (1978-1982) – giudicati da diversi studiosi i più importanti nell’archeologia del nuovo mondo -, che hanno portato alla luce i tesori del “Templo Mayor” di Tenochtitlan, l’odierna Città del Messico. La grande piramide, che portava alla sommità due altari dedicati rispettivamente a Tlaloc, dio della pioggia e della vita e a Huitzilopochtli, dio della guerra, della conquista e dell’espansione, ma anche della morte, rappresentava il simbolo della civiltà azteca e della sua visione dell’universo. Su questo tempio, come si sa, gli Aztechi praticarono anche numerosi sacrifici umani. “Tutta la capacità artistica, artigianale, scientifica, medica, poetica, letteraria e astronomica degli Aztechi” sta scritto a questo riguardo in un pannello illustrativo della mostra, “non li tranquillizzava di fronte alla temuta possibile tragedia del non ritorno del sole, per garantirsi il quale ogni più preziosa vita poteva essere sacrificata”. La mostra, curata da Eduardo Matos Moctezuma e realizzata grazie al contributo di Marcia Castro Leal, Silvia Gutierrez, Felipe Solis, Jose Manuel Figueroa, in collaborazione con i Musei Comunali di Rimini e l’Istituto Nazionale di Storia e Antropologia del Messico, espone statue, decorazioni, urne funerarie, maschere, vasellame e monili, oggetti rituali e musicali, provenienti da Città Del Messico: reperti di impareggiabile valore e spesso di rara bellezza.’

Data

24 Agosto 1985

Edizione

1985
Categoria
Esposizioni Mostre Meeting