Da Caravaggio a Guido Reni. Trionfi romani intorno al Giubileo del 1600 - Meeting di Rimini
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Da Caravaggio a Guido Reni. Trionfi romani intorno al Giubileo del 1600

 

Sul piano delle arti figurative il Giubileo del 1600 è paragonabile soltanto a quello del 1300. Infatti il traguardo del 1600 venne atteso e preparato vari anni prima, per celebrare un evento atto a suggellare il lungo periodo di controversie che avevano impegnato sensibilmente la Chiesa Cattolica nella riaffermazione di valori ideali, codificata anche dal Concilio di Trento.
Lo scenario che si spalanca a Roma prima e dopo il Giubileo, nell’età compresa tra l’ascesa al soglio pontificio di papa Clemente VIII (1592) e la morte di papa Paolo V Borghese (1621), è estremamente ricco anche nel campo delle arti. La Chiesa era protesa ad affermare le condizioni del proprio primato, recuperando valori culturali e figurativi che sarebbero dovuti apparire come l’espressione visibile di una rinnovata presa di coscienza del significato delle immagini.

La città si trasforma in un grandioso palcoscenico, dove sfilano le testimonianze più vive e attuali di quanto si prospettava sull’intero scenario europeo. Molti dei fenomeni artistici, pittorici ma anche architettonici e scultori, che assumeranno piena conferma nel Seicento, vengono anticipati già alla fine del secolo precedente e i decenni a cavallo tra Cinque e Seicento assistono al convivere di esperienze fra loro diverse che possiamo sintetizzare così: da un lato la resistenza dei maestri più ufficiali e paludati, ancora legati al Manierismo eppure inclini a un certo naturalismo comunicativo e illustrativo, vedi Federico Barocci; da un altro le novità affermate da un manipolo di pittori, come Scipione Pulzone da Gaeta, che fanno da cerniera tra il Manierismo e il Realismo, e che tornano verso il modello imperituro di Raffaello; da un altro pittori che ripropongono Raffaello come mito, come il celebratore di una bellezza ideale e “senza tempo”, atta a contrapporre l’immagine sacra alla volontà “aniconica” della religione protestante; da un altro la presenza di artisti che sono i veri vettori del rinnovamento seicentesco, pur appartenendo a radici culturali diverse: parliamo di Annibale Carracci e del Caravaggio; infine una folla di artisti, anche stranieri,che lavorano nelle loro varie competenze per rendere Roma splendida come non mai.

Infatti è fondamentale per capire la complessità di questo momento, il lavoro collettivo dei cantieri, dove tutto ferve, a cominciare dalle Basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e Santa Cecilia in Trastevere, così come è significativo l’impegno dei committenti e di quelle grandi personalità della Chiesa Cattolica che, con il loro pensiero, hanno fondato il retroterra culturale sul quale si innesta il nuovo e complesso corso delle arti. Parliamo di San Filippo Neri, del Cardinale Baronio, del Cardinale Sfondrati e altri.
Dopo il 1610, anno della morte del Caravaggio, lo scenario è ancora molto vario e prende sempre maggiore consistenza la corrente dell’ideale classico, mentre alcuni maestri, come Peter Paul Rubens, pongono le basi del Barocco già nel 1607-1608, stile che si svilupperà di qui a poco. Ma si impone anche la corrente dei pittori caravaggeschi, benché il fenomeno del caravaggismo sia tutt’altro che unitario.

Dal punto di visto architettonico Roma conferma il proprio splendore monumentale e scenografico ed è a Roma che già prima del 1620, si profileranno tutti quei caratteri di magnificenza che vedremo presenti in Italia e in Europa nel corso del XVII secolo.

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Data

19 Agosto 2007

Edizione

2007

Luogo

PAD. A5
Categoria
Esposizioni Mostre Meeting